

L’intelligenza artificiale come nuovo collaboratore creativo
Il dibattito sull’impatto dell’intelligenza artificiale nel settore calzaturiero è stato alimentato, durante MICAM Next, anche da Jonas Wallengren, CEO e co-founder di VIRTUALL. La sua visione non riguarda solo l’efficienza produttiva, ma un cambio di paradigma radicale nel modo in cui i designer interagiscono con la tecnologia. Se fino a ieri gli strumenti digitali erano semplici esecutori di comandi, oggi ci troviamo di fronte a una nuova forma di collaborazione sintetica che promette di riscrivere le regole della filiera.
Secondo Jonas Wallengren, l’IA sta agendo come un potente acceleratore per superare i processi “logistics heavy”, come la fotografia tradizionale e la scansione 3D già conosciuta. “L’evoluzione della qualità nell’IA 3D è stata rapidissima: solo un anno fa i modelli generati via testo o immagine presentavano mesh imperfette, ma oggi raggiungiamo un dettaglio altissimo sia nelle geometrie che nelle texture”, ha spiegato l’esperto. I dati citati da Wallengren sono emblematici: un grande brand internazionale è passato dalla produzione di 3.500 modelli 3D all’anno a oltre 3.500 al mese. Il tempo necessario per creare un singolo asset digitale è crollato da 14 giorni a soli due minuti, ampliando sensibilmente l’accesso alla creazione di contenuti visivi di alta qualità.

Oltre alla produttività, il cuore della trasformazione risiede nell’interfaccia. Wallengren ha evocato la figura di Jarvis, l’assistente virtuale presente nel film Iron Man, per descrivere il futuro rapporto tra creativo e macchina. Non più cartelle, cestini e strutture rigide come negli attuali software, ma un sistema operativo che comprende le finalità dell’utente e costruisce l’informazione in tempo reale. In questo scenario, l’IA agisce come un “collaboratore sintetico” che permette al designer di testare idee ed esplorare varianti con una libertà creativa finora limitata dai costi e dai tempi della prototipazione fisica.
Questa rivoluzione digitale si estende inevitabilmente al customer journey, specialmente per intercettare le generazioni Gen Z e Alpha. Questi consumatori non frequentano i canali tradizionali ma abitano mondi virtuali come Roblox e Fortnite. “Le marche devono essere presenti dove si trova il loro pubblico, integrando l’e-commerce direttamente in questi spazi immersivi”, ha sottolineato Wallengren. L’attuale sfida per i brand calzaturieri è estendere la propria identità su nuovi formati, dal 3D web alla realtà aumentata, mantenendo una presenza costante e coerente attraverso showroom immersivi che offrano la sensazione del prodotto digitale sul proprio corpo fisico prima ancora dell’acquisto.
In definitiva, l’intelligenza artificiale non sta sostituendo l’artigianato o la creatività umana, ma sta fornendo una nuova “cassetta degli attrezzi” per un’industria che deve correre alla velocità dei pixel.
Con il prossimo articolo indagheremo quali e quanti sensori possono esserci in una calzatura e, soprattutto, perché sono utili.

