101 EDITIONS
22 – 24 FEBBRAIO 2026 / FIERAMILANO (RHO)

Think Green-

Sostenibilità senza mezzi termini

 

L’unione fa… la sostenibilità

Attuare la transizione green nella filiera calzaturiera non consiste solamente nell’investire in materiali alternativi o in macchinari che riducano le emissioni; per Elena Scoccianti, rappresentante di Monitor for Circular Fashion del Sustainability Lab SDA Bocconi, la soluzione è che tutti gli operatori della filiera collaborino per raggiungere uno scopo comune: dare vita a scarpe che siano durevoli, facilmente riparabili e che possano avere una seconda vita.

Ma come si può raggiungere questo traguardo? Il Monitor for Circular Fashion, in questo senso, si propone di essere un esempio: accoglie le aziende virtuose e diffonde buone pratiche di moda circolare, valorizzando competenze tecniche, manageriali e scientifiche. Qui, le imprese possono confrontarsi, condividere idee, problemi ed esperienze così da trovare soluzioni in grado di dar vita a un business circolare. La condivisione di idee tra i diversi dipartimenti e operatori è, per Elena Scoccianti, la chiave indispensabile per rendere il comparto sostenibile.

“Un prodotto può essere veramente sostenibile solo se lo si concepisce come tale fin dalla fase iniziale – ha spiegato la rappresentante del Monitor for Circular Fashion durante uno dei seminari che hanno avuto luogo a MICAM 100. Fin dall’inizio è importante pensare alla scarpa come un bene durevole, che abbia anche caratteristiche tali da renderla facilmente aggiustabile, ad esempio poche cuciture ma strategiche. Poter utilizzare a lungo un prodotto permette anche di ammortizzare sul lungo periodo i costi produttivi affrontati per il reperimento e la trasformazione delle materie prime per l’energia”. Tuttavia, le competenze necessarie a ottenere una calzatura che rispetti questi criteri non si trovano all’interno di un’unica azienda, ma sono distribuite lungo tutta la filiera, ed è per questo che è necessario incentivare la collaborazione tra gli operatori.

Elena Scoccianti a MICAM ha portato come esempio delle sue affermazioni il progetto pilota “One Next Step”, frutto della collaborazione tra TOD’S e Mastrotto. I brand hanno sviluppato un modello di calzature che rispetta i principi di ecodesign, in cui il 79% in peso dei componenti è sostituito con materiali alternativi non utilizzati dal marchio, il cui impatto ambientale è stato calcolato con studi LCA.

 

L’LCA di Gruppo Mastrotto ha mostrato che 1 m² di pelle finita ha un potenziale impatto sul riscaldamento globale pari a 12,56 kg di CO₂. È inoltre garantita la completa tracciabilità documentata del materiale, così come la sua durabilità, conforme agli standard internazionali ISO in materia di resistenza allo strappo/trazione e solidità del colore. Sia la pelle di Gruppo Mastrotto che la produzione di calzature finite negli stabilimenti TOD’S sono alimentate da energia elettrica proveniente al 100% da fonti rinnovabili certificate con GOs (Garanzia di Origine). TOD’s ha inoltre lavorato su una suola in gomma prodotta da Gommus con il 26,4% di contenuto riciclato, e sugli accessori in metallo prodotti da Santoni, confrontando acciaio e ottone e le relative tecnologie di produzione. Tutti i componenti sono stati analizzati con studi LCA.

Un esempio concreto di come la collaborazione all’interno della filiera possa dar vita a un prodotto finito che rispetti il più possibile i criteri della circolarità.

Giovedì prossimo parleremo dell’importanza di trasmettere i valori della circolarità all’interno della filiera e al cliente finale