


L’urban culture si dà appuntamento a PLUG-MI
PLUG-MI è un osservatorio privilegiato sulle nuove generazioni che, in un’unica location, quella del Superstudio Maxi di Milano, nei giorni 28 e 29 settembre, possono immergersi a 360 gradi nella urban culture, dove convergono musica, arte, sport, streetstyle (calzature e abbigliamento) aggregando intorno a un calendario fitto di eventi (lo trovate qui) pubblico e artisti, appassionati e brand forward-thinking. La manifestazione è organizzata, in collaborazione con MICAM, da Fandango Club Creators, la società di Campus Fandango Club, nata per raccontare nuovi mondi e storie attraverso format ed eventi internazionali rivolti soprattutto a Millennials e Gen Z.
Fra i rapper più amati dai giovani, come Mondo Marcio, i lyricist italiani, Noyz Narcos e Ernia, le aree dedicate alla street art con il writer Mr Wany e Key Gallery, il Creative Lab dove i partecipanti potranno assistere e cimentarsi in session di customizzazione di prodotti Birkenstock, Buffalo, Levi’s, New Era e Timberland, l’edizione di settembre ha tutte le carte in regola per essere coinvolgente ed elettrizzare il pubblico.
Ma l’evento non è solo musica, sport e performance. Ci sono anche spazi dedicati ai brand che presentano le novità, come Puma, Eastpak, Phobia, Vision of Super, mentre le sneaker si trovano nella Sneakerhead’s Room. Altre aziende sono coinvolte nella sponsorizzazione di eventi e aree come Champion, sponsor del Basketball Court, e Propaganda che insieme a Thaurus porta i main artist Ernia e Noyz Narcos. Rispetto alle precedenti edizioni, il format quindi si è evoluto e rafforzato, come spiega Michele Budelli, co-owner con Marco Moretti di Fandango Club Creator.
Come è cambiato e si è evoluto il format di PLUG-MI?
La manifestazione è sempre cresciuta in maniera organica sia dal punto di vista numerico, sia qualitativo. Noi garantiamo l’adesione a un messaggio, a una credibilità, e per offrire una experience coinvolgente cerchiamo di migliorare sempre sul fronte dell’interazione. Quindi la nostra promessa è che partecipando a Plug Mi si possono fare tante cose e assistere a tante iniziative.
Cosa cerca il pubblico a Plug-Mi?
Il pubblico vuole divertirsi in maniera interattiva e per questo cerchiamo di promuovere attività ingaggianti in ogni stand, sia dei piccoli brand emergenti che dei big player. L’idea è che non ci si possa annoiare durante la permanenza in fiera.
Come nasce la collaborazione con MICAM?
PLUG-MI ha voluto la presenza di MICAM all’interno della sua compagine perché consapevole di poter dare un booster nel dialogo con le nuove generazioni e diventare una vetrina e un osservatorio permanente sulle nuove tendenze.
Ci sono anche marchi italiani o brand di nicchia a questa edizione?
Non sono presenti per le calzature industrie italiane che hanno creduto nel format per varie ragioni (capacità di investimento, motivi strategici, ecc). Invitiamo tutte le aziende a venire a PLUG-MI in questa edizione, che è la più bella di sempre, perché si renderanno conto della bontà strategica della manifestazione e della possibilità di incontrare un pubblico che in altri contesti non potrebbero intercettare. Invece hanno risposto molto bene piccoli brand di abbigliamento che hanno visto in questo eco sistema la possibilità di sperimentare con un investimento economico limitato.
Dove si collocano le calzature dunque?
L’area Sneakerhead’s Room ospita i più grandi collezionisti di sneaker oltre a una selezione di vinili storici rappresentativi dell’evoluzione del rap italiano, dal leggendario Inoki fino alle rap star di oggi come Lazza e Noyz Narcos. I big player della calzatura sono presenti anche attraverso il retailer Game 7 Athletics
La customizzazione del prodotto ha sempre trovato spazio a PLUG-MI.
Si, diamo visibilità anche a giovani designer e artisti che tengono dei workshop e laboratori dove il pubblico può vedere e toccare la materia, dalla pelle ai materiali. Qui si viene anche per vedere la customizzazione e l’artigianalità dei prodotti a dimostrazione dell’evoluzione di questo aspetto nel settore della moda in linea anche con i canoni di sostenibilità che tanto interessa la generazione Z.
La manifestazione è nata per attirare la gen Z; come pensa questo format di intercettare le generazioni successive?
Le classificazioni per lettere delle varie generazioni, Z, Alfa, e così via, targhettizzano troppo i giovani. Le contaminazioni sono dietro l’angolo e quindi l’età media della manifestazione si dilata verso l’alto e verso il basso e lo dimostrano anche gli ospiti, dai rapper e trapper della scena emergente ai partecipanti dei talent show delle passate edizioni, accanto a Ernia, Mondo Marcio e Noyz Narcos che sono invece già affermati nella cultura rap e hiphop. Quindi il target è variegato e le attività vogliono accontentare un vasto pubblico, anche se il core target rimane la generazione Z, che è quella che vive meglio la cultura pop e hiphop.
Quindi c’è un fil rouge coerente fra arte, musica e sport?
Si, c’è una matrice comune a tutte le iniziative che fondono arte, musica, sneaker, abbigliamento, streetwear in un’unica cultura hiphop che influenza tutti gli aspetti. Sul palco sarà data grande visibilità alle performance musicali, e negli spazi della fiera anche a quelle del mondo del freestyle con le battle di street dance e le performance di breakdance, basket e altre attività che nascono sulla strada.
Come mai il cambio di location al Superstudio Maxi?
Il cambio di location risponde a una crescita organica della manifestazione, che aveva bisogno di spazi vitali maggiori, arricchiti da un’area outdoor, in previsione anche di una ulteriore crescita futura.
Cosa offre quindi il biglietto di ingresso a pagamento?
Consente di fruire di tutte le iniziative all’interno della manifestazione: concerti, performance musicali, food and beverage, streetfood, Un’immersione totale nell’urban culture!


