


Menghi: il lusso della plastica
Menghi è un’azienda che sì è consolidata negli anni 80 con la produzione di calzature e accessori in materiali termoplastici, che si sono subito imposti nel panorama della moda e all’attenzione delle griffe. E come? Ce lo spiega l’amministratore delegato Davide Corniolo.
“Attingendo a quelle caratteristiche che sono proprie dell’italianità e del bello e ben fatto. Quindi buon gusto e attenzione maniacale ai dettagli. Questo ci ha permesso di creare un rapporto che va oltre essere semplici fornitori di capacità produttiva, bensì parte integrante dello sviluppo del prodotto e in grado di testare nuovi processi e materiali per i nostri clienti. Tutto è gestito all’interno dell’azienda, dalla fase creativa insieme ai clienti attraverso la definizione di modelli 3D vicini alla realtà, alla fase di prototipazione con macchinari di ultima generazione, fino alla realizzazione dello stampo e in questo caso è diventata fondamentale l’acquisizione di Grosso, azienda leader nella produzione di stampi per materiali termoplastici e per la gomma che ci ha permesso di accorciare la supply chain e rispondere velocemente alle richieste del mercato. Poi si passa alla fase dello stampaggio vero e proprio con una capacità produttiva di tre milioni di paia all’anno e alla fase di assemblaggio. Questa avviene in un ambiente termo controllato che permette di mantenere una qualità costante per tutte le paia prodotte”.
L’azienda lavora dunque per il gotha dei brand italiani e stranieri, ma propone anche una collezione con il proprio marchio che per la p/e 2025 ha presentato a MICAM. Una vasta gamma di modelli made in Italy che spaziano dalle ballerine, alle décolleté, infradito e ciabattine fino agli stivali. Il materiale utilizzato è il pvc certificato ISCC Plus, ossia proveniente da materie che altrimenti andrebbero in discarica, mentre dal punto di vista stilistico ci sono molti dettagli gioiello dove ciascun Swarovski è incollato a mano, oltre a decorazioni floreali, fiocchi e tessuti. “Uno dei modelli di cui andiamo orgogliosi – dice Corniolo – è una ballerina con un battistrada e una soletta in cuoio, che ha messo a dura prova, ma con successo, la nostra azienda produttrice di stampi”.
Menghi sta dedicando molte energie anche al tema della sostenibilità, lavorando su due aree diverse: da un lato sul processo produttivo con un continuo aggiornamento dei macchinari e l’estensione degli impianti geotermici e dei pannelli solari, oltre all’impegno di azzerare la quota di solventi utilizzati per lo sgrassamento e l’incollaggio; dall’altro lato sul prodotto attraverso le certificazioni, utilizzando materiale proveniente da scarti, come già specificato da Corniolo, oltre ad avvicinarsi alla certificazione ZDHC. Dal 2006 l’azienda è certificata Iso 9001 e da quest’anno anche Iso 14001.
Per sostenere crescita e innovazione, nel 2019 Menghi si è aperta al fondo di investimento Lion Capital. “In quegli anni la fondatrice Manuela Menghi ha capito che in un mondo sempre più globalizzato – ha spiegato Davide Corniolo – era necessario avere un partner forte per garantire una crescita del business. Non solo da un punto di vista finanziario, ma anche per un approccio più manageriale e organizzativo. Questo percorso è ormai stato completato e si cominciano a vedere risultati interessanti”.
