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22 – 24 FEBBRAIO 2026 / FIERAMILANO (RHO)

Think Green-

Sostenibilità senza mezzi termini

 

Meno rifiuti, più durata. Perché allungare la vita delle calzature

Il comparto tessile e calzaturiero si trova di fronte a un’evidenza scomoda: la produzione cresce, ma la vita utile dei prodotti si accorcia. Un corto circuito che alimenta i rifiuti e mette sotto pressione l’intera filiera del recupero, in Italia come in Europa.

Secondo l’Agenzia Europea per l’Ambiente, tra il 2019 e il 2022 il consumo tessile pro capite nell’UE è salito da 17 a 19 kg all’anno, con circa 12 kg smaltiti ogni anno come rifiuto. Nel frattempo, la Ellen MacArthur Foundation ha documentato che tra il 2000 e il 2015 la produzione mondiale di abbigliamento è raddoppiata, mentre il numero medio di utilizzi per capo è calato del 36%.

È in questo scenario che si inserisce la posizione di Giancarlo Dezio, direttore generale di Ecotessili, consorzio italiano per la raccolta e il recupero dei rifiuti tessili in ambito EPR – Responsabilità Estesa del Produttore: «La riduzione del rifiuto comincia con un intervento a monte, ossia prolungando la vita utile di indumenti e calzature. Ogni utilizzo in più consente di valorizzare le risorse impiegate per produrli e di contenere la quantità di scarti da gestire».

Per il settore calzaturiero, la riflessione è particolarmente pertinente. Privilegiare materiali resistenti e progettati per durare, evitare composizioni con mix di fibre sintetiche difficili da separare in fase di recupero, seguire le indicazioni di manutenzione: sono leve che incidono direttamente sull’impatto ambientale di ogni prodotto. Riparare suole e tomaia prima di sostituire l’intero articolo, favorire il riuso e — solo a fine vita reale — conferire le tomaie alla raccolta differenziata tessile: è il percorso virtuoso che Ecotessili indica come prioritario.

«L’economia circolare nel tessile inizia dalla consapevolezza e dall’adozione di comportamenti virtuosi — sottolinea Dezio —. Fare acquisti pensando alla durata, utilizzare i prodotti il più a lungo possibile e, solo in ultima istanza, destinarli alla raccolta differenziata è la sequenza che permette di contrastare la crescita dei rifiuti tessili».

Perché il World Leather Day è una buona occasione per il settore calzaturiero, in particolare quello italiano. Ne parliamo la prossima settimana.