


MICAM oltre la fiera: diventa community
Business innanzitutto, ma non solo: a partire dal 2020 inizia un nuovo storytelling che coinvolge a 360 gradi la manifestazione, dalla classificazione dei padiglioni, alla comunicazione, al dialogo con le nuove generazioni, per avvicinare i giovani al settore calzaturiero e appassionarli al made in Italy.
Le collezioni in fiera vengono organizzate in cinque cluster: Premium, Contemporary, Everyday, iKids e Cosmopolitan per guidare i buyer attraverso le varie tipologie di prodotti e facilitarne la visita. La comunicazione si ispira alle favole con la campagna MICAM in Wonderland, un format ibrido fra reale e digitale, premiato con l’ICMA Award. Sono gli anni delle installazioni spettacolari, delle performance in fiera per intrattenere i visitatori, delle “piazze tematiche” con zone relax, trasformando la fiera in un concept immersivo e multimediale. Inizia anche un dialogo più serrato con i giovani, sia accogliendo come espositori i designer emergenti, sia coinvolgendo le scuole con seminari e incontri sulla formazione, ma anche attraverso l’Academy, in collaborazione con il Politecnico Calzaturiero del Veneto e Arsutoria School, con lo scopo di avvicinarli alla costruzione della calzatura, anche utilizzando le nuove tecnologie. La fiera diventa luogo per informarsi sulle tendenze, attraverso l’area dedicata e i seminari, e per approfondire temi cruciali come la sostenibilità e le nuove frontiere del retail, illustrate da esperti internazionali.
La manifestazione continua ad esser specchio della società, dominata dal digitale, e della moda più disinibita e fluida, dove la creatività è inarrestabile. Sono gli anni delle ibridazioni dove la sartorialità si mescola allo sportswear, il comfort si cala nelle tendenze, i red carpet entrano nell’immaginario collettivo. Inizia a farsi pressante il tema della sostenibilità e dell’economia circolare che sospinge il vintage e il second hand, mentre nelle aziende diventa il momento di pensare in termini concreti alle certificazioni e a sostenere una filiera virtuosa.
Nella moda si parla di normcore con capi più basici e un lusso discreto e comfy, che sospinge modelli come le sneaker, i mocassini chunky, i tacchi kitten. La qualità diventa un mantra e indirizza i consumatori verso capi versatili e accessori durevoli. Non c’è però una sola tendenza, ma tanti micro-trend innescati da piattaforme come TikTok che rendono la moda frammentata.
Al cinema si va a vedere Nomadland, Dune, Openheimer, Barbie, che contagia subito abbigliamento e accessori dipingendoli di rosa, mentre si ascoltano Sabrina Carpenter, Olivia Rodrigo, Elodie, Ghali.



