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Il valore delle parole

 

Modelli di calzature – Derby

Ci sono tre teorie sulla sua origine.

La prima, quella considerata la più attendibile, dice che le scarpe Derby sono la naturale evoluzione delle scarpe Oxford, ideali per chi ha il collo del piede alto.

La seconda sostiene che Edward Smith-Stanley, il 14° conte di Derby, data la sua stazza non riuscisse ad indossare gli stivali e il suo calzolaio sviluppò per lui una scarpa con allacciatura aperta.

La terza ipotesi afferma che durante le guerre napoleoniche un ufficiale dell’esercito prussiano chiamato Gebhard Leberecht von Blücher (il termine Blucher, in luogo di Derby, viene usato soprattutto negli Stati Uniti) abbia risolto il problema degli stivali dei suoi soldati durante gli spostamenti. La scomodità degli stivali, infatti, impediva agli uomini di muoversi con agilità visto che dovevano attraversare fiumi, camminare nel fango e fare scalate. Grazie all’allacciatura aperta riuscivano a muovere meglio il piede.

Edward Smith-Stanley, il 14° conte di Derby
 

Qualche tecnicismo…

Nella Derby la tomaia risale e va a costituire la linguetta sopra alla quale, attraverso le stringhe, si chiudono le due alette. L’allacciatura aperta mette anche in mostra la calza in maniera più evidente rispetto alla Oxford.

Come quest’ultima può essere decorata per mezzo di punzonature (Brogue). 

La curiosa storia della decorazione Brogue

In principio c’era il brog, che in lingua gaelica significa scarpa, e deriva dall’antico norreno brók, che stava ad indicare qualcosa che copriva le gambe. Alla fine del sedicesimo secolo, nelle torbiere di Scozia e Irlanda, gli agricoltori cominciarono a indossare calzature perforate che permettevano un miglior drenaggio dell’acqua. In seguito adottate anche dai pescatori, le punzonature cominciarono ad assumere dei caratteristici pattern che avevano una funzione più che altro scaramantica: scacciare la sfortuna e richiamare la buona sorte.

Le Brogue assunsero uno scopo prettamente decorativo solo ai primi del ‘900, quando entrarono anche nel guardaroba signorile, sia maschile che femminile.

Lo “sdoganamento” definitivo — dalle campagne all’aristocrazia — fu merito di un assoluto arbitro di stile come il Principe di Galles, che negli anni ’30 le indossava come scarpe da golf.

La Brogue a due colori, conosciuta anche come Spectator, fu la calzatura tipica della cosiddetta “età dell’oro” del jazz, mentre a renderla popolare tra i giovani degli anni ’50 fu Elvis Presley e nel pubblico femminile degli anni ’70 grazie alla modella-icona Twiggy.

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