

Mostre: Con Step by Step riflettori puntati sulle calzature
“La calzatura da ogni angolazione” si legge sulla locandina della mostra Step by Step organizzata da Printemps a Parigi e appena inaugurata. E sono proprio le molteplici sfaccettature, stili, simboli e significati culturali veicolati dalle calzature ad animare questa mostra suddivisa in 11 sezioni, ognuna con un proprio storytelling e ispirazione.
La scarpa è al tempo stesso mito e simbolo, diktat e provocazione, oggetto di tormento o di trasformazione. Che sia realizzata in pelliccia (o vetro), legno, pelle o plastica, sfida i principi tecnici dell’artigianato sprigionando al contempo una creatività sconfinata.

Attraverso una selezione di pezzi storici e contemporanei provenienti da maison di moda, istituzioni culturali, collezionisti, dalla collezione di studio ESMOD e dagli archivi Printemps, la mostra Step by Step riunisce oltre 200modelli ed esplora inoltre il nostro rapporto con il corpo e con la bellezza. Tacchi vertiginosi, punte affusolate, suole XXL, forme che ridefiniscono l’anatomia del piede, costringendolo, deformandolo o esaltandolo. In bilico tra convenzione e trasgressione, questi paradossi rivelano una tensione di fondo: la scarpa può valorizzare il corpo o trasformarlo in una caricatura.
In mostra calzature che abbracciano vari periodi, tradizioni e culture: il sandalo giapponese Geta alla babouche marocchina, la kubkab siriana, i modelli fetish che rivelano l’ossessione per questo accessorio attraverso costruzioni architettoniche e tacchi-scultura come le scarpe di Alaia, di Daniel Essa o di Christian Louboutin, ma anche scarpe sportive innovative per migliorare le performance (quelle di Usain Bolt, ad esempio), fino ad arrivare alla sezione con le “impronte delle suole”.
Più che una semplice traccia, l’impronta è una firma: a volte è un indizio fondamentale nelle indagini criminali, altre volte un “marchio di fabbrica” che afferma un’identità unica. Ogni suola, attraverso il suo disegno e la sua usura, racchiude in sé una singolarità. Ecco gli stivaletti con l’impronta LV di Pharrell Williams o quella della Sneaker Threeball.
Poi c’è la sezione dedicata agli ornamenti che avvicinano le scarpe a vere e proprie opere d’arte, e quella che porta sotto i riflettori i materiali trasparenti, dalla scarpetta Cinderella di Stuart Weitzman, alle attuali tomaie in vinile. La mostra si conclude con uno spazio dedicato ai talenti emergenti, supportati da Printemps con un premio, attraverso una selezione di modelli creati dagli studenti della scuola Esmod di Parigi che si sono concentrati sulla rilettura della loafer.





