101 EDITIONS
22 – 24 FEBBRAIO 2026 / FIERAMILANO (RHO)

Words&More-

Il valore delle parole

 

Mostre: Salvator Dalí fra arte, moda e corpo 

L’incontro tra Salvador Dalí e il mondo della moda non è mai stato un semplice flirt commerciale, bensì un’autentica fusione concettuale che ha ridefinito il rapporto tra arte visiva e abbigliamento. La mostra Dalí e la Moda (a Palazzo Reale di Milano fino al 31 gennaio 2027), dedicata al legame tra il maestro del Surrealismo e il costume, esplora proprio questa contaminazione visionaria, mettendo in luce come Dalí abbia trasformato il corpo umano in una tela dinamica e l’abito in un enigma onirico.

L’esposizione riunisce oltre 200 opere e documenti – dipinti, disegni, fotografie, abiti, gioielli, accessori, oggetti e filmati, molti dei quali mai esposti in Italia – provenienti dalle tre maggiori collezioni di opere di Dalí al mondo: la Fundació Gala-Salvador Dalí di Figueres, il Dalí Museum di St. Petersburg, Florida, e il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía di Madrid, a cui si aggiungono gli archivi storici delle maison Schiaparelli, Chanel, Dior e Rabanne. 

A sinistra abito collezione Schiaparelli 2022 by Daniel Roseberry con corpetto impreziosito da elementi tridimensionali trompe-l’œil che riproducono due décolleté/scarpe con tacco specchiate

Il cuore pulsante di questo percorso espositivo risiede proprio nella storica e prolifica collaborazione con la stilista Elsa Schiaparelli negli anni ’30. Da questo sodalizio irripetibile sono nati pezzi iconici entrati nella storia del costume, come il celebre Abito Aragosta sfoggiato da Wallis Simpson, l’Abito Scheletro che svelava le forme anatomiche in rilievo, e il surreale Cappello Scarpa, un accessorio capace di capovolgere la percezione della quotidianità con la tipica ironia daliniana.

André Caillet, Gala con indosso il cappello-scarpa di Elsa Schiaparelli ispirato a un disegno di Salvador Dalí, 1938 © Salvador Dalí, Fundació Gala-Salvador Dalí, Figueres, 2026

In mostra ci sono anche alcuni degli abiti e degli accessori appartenuti a Dalí, emblematica la “giacca afrodisiaca” con 55 bicchieri da liquore riempiti di resina, e alla moglie Gala, che possedeva creazioni di Elsa Schiaparelli, Christian Dior, Coco Chanel, Pierre Cardin, Hubert de Givenchy, Gucci ed Emilio Pucci. E naturalmente gli abiti di collezioni recenti di alta moda e pret-à-porter ispirati all’artista, oltre che suoi dipinti e disegni, alcuni anche riguardanti le calzature. 

Giacca da cena “Afrodisiaca”, 1936-1978, assemblaggio (cravatta con bottone metallico da colletto, camicia, giacca, reggiseno, sciarpa, 1 appendiabiti in legno e metallo, 55 bicchieri da liquore con inserti in resina) 33,97 x 24,76 cm, The Dalí Museum, St. Petersburg (Florida) © Salvador Dalí, Fundació Gala-Salvador Dalí, Figueres, 2026

Oltre ai capi storici e ai bozzetti originali, l’esposizione indaga l’influenza a lungo raggio che l’estetica di Dalí ha esercitato sull’editoria e sul design contemporaneo. Dalle suggestive copertine disegnate per Vogue e Harper’s Bazaar fino ai flaconi di profumo scultorei, l’artista catalano ha dimostrato come l’inconscio, le forme anatomiche e gli elementi iconici della sua pittura potessero integrarsi perfettamente nell’alta moda, influenzando generazioni di stilisti da Coco Chanel a Christian Dior, fino alle passerelle dei giorni nostri. La mostra restituisce la figura di un artista totale, capace di attraversare discipline e confini e di trasformare ogni mezzo in uno strumento della propria immaginazione. 

previous arrow
Abiti e opere in mostra. Courtesy Dalí e la Moda
next arrow