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22 – 24 FEBBRAIO 2026 / FIERAMILANO (RHO)

Think Green-

Sostenibilità senza mezzi termini

 

Obiettivo sostenibilità: per il futuro del settore calzaturiero è cruciale il supporto di investitori e istituzioni

L’industria calzaturiera si trova di fronte a una svolta epocale: il passaggio verso un modello sostenibile non è più una scelta, ma una necessità imposta dalle regolamentazioni e dalle richieste del mercato. Tuttavia, il cambiamento non riguarda solo i materiali e i processi produttivi, ma anche la capacità di adattare il design e la produzione a un ecosistema a basse emissioni. Perché ciò avvenga, è indispensabile il supporto di investitori e delle istituzioni, soprattutto quando si tratta di finanziare le tecnologie necessarie alla transizione verso la circolarità.

A MICAM X, l’innovation Hub di MICAM Milano, Paul Foulkes-Arellano, fondatore dell’azienda di consulenza Circuthon, ha offerto una prospettiva chiara su come investimenti e innovazione siano cruciali per poter concretizzare la possibilità di un futuro sostenibile per il settore moda e calzaturiero.

“La chiave non è eliminare voci dalla lista della sostenibilità, ma implementare il design in modo intelligente – afferma Paul Foulkes-Arellano -. E per farlo, serve la collaborazione di investitori e governi. Dobbiamo convincere entrambi a fornire i capitali necessari per rispettare gli standard di sostenibilità che esige il mercato”.

Secondo Foulkes-Arellano, il problema principale è l’accesso ai fondi stanziati per sviluppare materiali innovativi e tecnologie avanzate. “L’Unione Europea sta investendo 2 miliardi in materiali a base organica, distribuendo queste risorse tra startup e aziende emergenti. La Francia sta facendo ancora di più, offrendo ingenti finanziamenti attraverso prestiti e sovvenzioni. Si tratta di vere e proprie opportunità per accelerare la transizione”.

L’intelligenza artificiale (IA) avrà un ruolo cruciale in questo processo. “Più tempo passa e più soldi investiamo in ricerca e sviluppo, più possiamo migliorare l’IA per creare una circolarità reale – sottolinea -. Ma i brand da soli non possono farcela. Serve un ecosistema che funzioni, fatto di aziende a zero emissioni che rendano possibile un buon design sostenibile”.

Uno degli aspetti più critici che il settore deve affrontare è il calo della domanda. “Se guardiamo i numeri, il settore calzaturiero è in calo del 10% rispetto agli obiettivi di sostenibilità fissati per il 2030. Se tutto venisse fatto nel modo giusto, potremmo vedere una riduzione del 20-30% entro il 2035”, spiega Foulkes-Arellano. “Ma il punto è che questa decrescita ci sarà comunque, e il settore deve essere pronto a gestirla”.

L’automazione sarà un altro fattore determinante: “I robot produrranno le scarpe del futuro, e i governi devono supportarci in questa transizione – afferma -. Trent’anni fa ero io stesso un produttore di scarpe, e oggi vedo chiaramente che il futuro non è solo nella sostenibilità come ‘salvezza del pianeta’, ma anche nel modo in cui questa trasformazione impatterà l’intera industria”.

Il rischio più grande, secondo Foulkes-Arellano, è che le aziende non siano pronte ad accettare il cambiamento. “Le grandi aziende pensano solo a massimizzare i guadagni, ma dobbiamo iniziare a vedere la decrescita come un elemento chiave da affrontare, non come un pericolo da evitare”, conclude.

L’intervento di Paul Foulkes-Arellano offre una visione concreta e pragmatica sul futuro della moda e della calzatura: la sostenibilità non è solo una questione di materiali o processi produttivi, ma di investimenti strategici, di supporto istituzionale e di un cambio di mentalità che il settore dovrà necessariamente affrontare per poter sopravvivere.

Dalla settimana prossima la prima puntata dedicata al progetto VCS – Verified and Certified Steps

Questo e altri contenuti a tema SOSTENIBILITÁ attendendo insieme MICAM 100 (7-9 settembre 2025)