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22 – 24 FEBBRAIO 2026 / FIERAMILANO (RHO)

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Il valore delle parole

 

PEFCR (Product Environmental Footprint Category Rules)

L’adozione, questa estate, delle Product Environmental Footprint Category Rules (PEFCR) per il settore abbigliamento e calzature ha segnato un momento cruciale per l’industria tessile-calzaturiera italiana ed europea, fornendo un metodo scientifico e armonizzato per valutare l’impatto ambientale dei prodotti

Per il settore abbigliamento e calzature, la versione 3.1 delle PEFCR introduce un approccio basato su Life Cycle Assessment (LCA), che valuta scientificamente 16 differenti indicatori ambientali e permette di considerare tutte le fasi di vita di capi e scarpe, dalla materia prima allo smaltimento o riciclo, passando per produzione, trasporto e uso.

Tra gli indicatori ambientali utilizzati dalle PEFCR spiccano il cambiamento climatico (carbon footprint), il consumo idrico, l’eutrofizzazione, la tossicità, l’uso di risorse abiotiche e l’impatto dell’ossidazione fotochimica. In particolare, la novità significativa riguarda l’obbligo di “disclosure” del rilascio di microfibre sintetiche, che, pur non essendo incluso nel punteggio principale, è un aspetto cruciale per il settore tessile e calzaturiero. Questo approccio multidimensionale evita semplificazioni fuorvianti, offrendo così una valutazione olistica e affidabile, che parte dalla trasparenza degli impatti reali e non da etichette “green” generiche.

Le PEFCR sono regole di categoria specifiche all’interno del metodo Product Environmental Footprint (PEF), che standardizza la misurazione dell’impronta ambientale dei prodotti ed è uno strumento riconosciuto dalla Commissione Europea all’interno di normative chiave come il Regolamento Ecodesign (ESPR), la Direttiva Green Claims (che approfondiremo in prossimi appuntamenti) e la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD).

Per chi opera nel settore, le PEFCR consentono di utilizzare uno strumento condiviso, scientificamente valido e imparziale, per confrontare prodotti e marchi e anche per sviluppare dichiarazioni ambientali basate su dati strutturati e verificabili.

Inoltre, i produttori possono identificare i punti critici nella supply chain e nel design, promuovendo prodotti più duraturi, riparabili e circolari, l’adozione di materiali innovativi a basso impatto ambientale e nuove pratiche produttive. Il framework si prepara a integrare in futuro metriche ulteriori, come la biodiversità e l’impatto sociale, rispondendo alle crescenti sfide ambientali e geopolitiche.

Le prestazioni ambientali quantificate potranno essere incluse nel Passaporto Digitale di Prodotto (DPP) previsto dal Regolamento ESPR;

Quanto previsto da questi processi virtuosi, inoltre, anticipa i requisiti legali in arrivo con la Direttiva Green Claims, il cui pieno recepimento da parte degli Stati membri è previsto entro metà 2027, con applicazione effettiva dal 2028;

Le PEFCR, adottate ufficialmente dalla Commissione Europea dopo cinque anni di sviluppo con il coinvolgimento di oltre 250 stakeholder tra aziende, ONG e istituzioni, rappresentano una leva fondamentale per stimolare l’innovazione sostenibile e la competitività del made in Italy nel contesto globale. Le aziende che le adottano rafforzano la propria competitività e credibilità nei confronti di consumatori e stakeholder sempre più attenti alla sostenibilità reale dei prodotti.