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22 – 24 FEBBRAIO 2026 / FIERAMILANO (RHO)

Ideas-

L’innovazione tecnologica che conta davvero

 

Performance altissime e niente scarti di produzione: arrivano le Skeleton, le scarpe stampate da Elmec3D e HP

Uno “Skeleton” è salito sul palco di MICAM X, l’innovation hub di Micam Milano. No, non è stata un’anticipazione di Halloween – saremmo un po’ troppo fuori tempo – ma l’ultimo concept di una scarpa stampata in 3D da Elmec 3D in partnership con HP. Un vero e proprio punto di incontro tra l’innovazione tecnologica e la tradizione artigianale, che è stato raccontato nel dettaglio – e anche indossato – da Riccardo Mura, Application Engineer di Elmec 3D, nell’ambito della sessione “Future of Retail: Word to Exhibitors”.

Mura ha illustrato come la stampa 3D stia rivoluzionando il settore calzaturiero, consentendo una libertà progettuale senza precedenti e una produzione che integra personalizzazione ed efficienza, evidenziando come questa innovazione possa trasformare le strategie di design e produzione delle aziende calzaturiere, riducendo contestualmente la carbon footprint. 

“Noi lavoriamo con la stampa 3D, una tecnologia utile alla produzione di parti”, ha raccontato Mura, “siamo attivi in diversi settori e mercati. Tra questi, c’è quello della moda – in particolare la calzatura – a cui ci stiamo dedicando da qualche tempo”.

Circa un anno fa le aziende del fashion “hanno cominciato a interessarsi alla nostra tecnologia, spingendoci a sviluppare una calzatura stampata in 3D. Ad aiutarci in questa “missione” c’è HP, con cui abbiamo una partnership”.

Alcune parti della scarpa “sono ancora realizzare in modo tradizionale, mentre noi – lavorando a livello di geometrie e proporzioni – ci siamo occupati dello scheletro: ogni sua parte è stata studiata con un design particolare e ogni caratteristica è stata diversificata per migliorare confort e performance”.

Riccardo Mura, Application Engineer di Elmec 3D
 

Allo scheletro “è stata poi abbinata la calza – la parte che vedete bianca – studiata su misura sul piede in modo da avere un fit desiderato”. In questo modo, “ogni calzatura può essere considerata su misura per ciascuna persona”.

La scarpa, realizzata in TPU con tecnologia HP Multi Jet Fusion, si compone infatti di due parti separabili: un calzino interno e una struttura esterna. Questo design modulare, non solo rende esponenziali le possibilità di customizzazione, ma dimostra anche che non è necessario scegliere tra tecniche tradizionali e innovative, ma che è possibile fondere le competenze per ottenere un prodotto finale migliore.

Entrambe le tecniche possono coesistere in un unico progetto, offrendo maggiore flessibilità creativa e produttiva: le suole stampate in 3D possono essere abbinate a tomaie in materiali tradizionali, o finiture artigianali possono valorizzare una scarpa interamente stampata in 3D.
Anche i processi post stampa possono variare: “Abbiamo una finitura naturale o la cosiddetta vapor smoothing, in cui la superficie viene resa più liscia e resistente all’acqua”.

Per concludere, Mura ha riassunto i plus di questo tipo di tecnologia, che “consente una personalizzazione al 100%, cosa altrimenti non sostenibile nel modo tradizionale. Inoltre, non ci sono materiali di scarto, tutto viene riciclato e riutilizzato: non sprechiamo nessun materiale perché stampiamo solo il necessario”.

E, alla luce del detto Think global, act local, “è anche possibile seguire i trend locali ma con un’ottica internazionale”.

Giovedì prossimo ti portiamo alla scoperta di FIBBL, azienda che ha portato la tecnologia 3D e la realtà aumentata all’ennesima potenza nel mondo del fashion