

Primal Futurism, la costruzione del futuro sui frammenti del passato
Oggi parliamo della terza delle quattro macro tendenze chiave che, secondo la Buyer’s Guide presentata nell’ambito di MICAM Next, guideranno le collezioni Autunno/Inverno 2026. Con Primal Futurism, andiamo dritti verso il futuro, ma senza tralasciare quello che ci ha insegnato il passato. Anzi, partendo proprio dai frammenti di qualcosa di conosciuto per dirigerci verso un’innovazione capace di sedimentarsi e creare la storia.
ATMOSFERA
Primal Futurism non è fantasia, ma una tendenza che costruisce il futuro a partire dai frammenti del passato. Un’innovazione che appare terrena, fatta di fondamenta e progettata per durare. Si tratta proprio di uno dei concetti chiave che rappresenta al meglio l’energia pura e primordiale che caratterizza questa stagione. Questo emerge anche dalle keyword più ricercate dai consumatori: abbiamo un picco del +2700% per il neo brutalismo, quindi un’estetica fatta di forme geometriche, di funzionalità, di caratteristiche semplici e apparentemente austere che invita alla ricerca di visione alternative. Poi abbiamo un +144% per il termine futurismo e un +200% per elementare, ma nel suo significato di linee pulite e strutturate. Una tendenza che affonda le radici nell’architettura per poi spaziare nell’industria della moda e della calzatura.

COLORI
La palette cromatica di Primal Futurism suggerisce che il trend non riprende il classico concetto di futurismo, quello spesso identificato in colori freddi e argentei, così come nel minimalismo. Ci sono, piuttosto, sfumature urbane: toni di marrone, di grigio, di beige, fino a dei più eccentrici verde e giallo pastello. Una cromia che ci fa entrare in un universo sfaccettato: un richiamo alla primordialità, alle storie raccontate attraverso uno stile nomade e bohemien delle ultime stagioni, per andare verso un futuro intrigante.

Giovedì prossimo vediamo come quanto detto si traduce in materiali, dettagli e forme della tendenza Primal Futurism.

