101 EDITIONS
22 – 24 FEBBRAIO 2026 / FIERAMILANO (RHO)

M-Stories-

Racconti di oggi e ieri

 

Professione buyer: filtrare, interpretare e verificare

Oltre al prodotto c’è molto altro per il buyer di oggi: c’è intuizione, preparazione, conoscenza del mercato e dei consumatori, attenzione ai budget e ai numeri. Un percorso che parte  dalle fiere, dove però si deve arrivare preparati e consapevoli di cosa e dove cercare, passa dalle showroom, senza prescindere però dal vaglio di migliaia di informazioni e sollecitazioni che provengono oggi dall’online. Una professione più complessa del passato, un ruolo che si è profondamente trasformato, avvicinandolo più alla figura del  “curatore” e dell’imprenditore, come era risultato da un incontro promosso ad aprile da Fashion Link Milano e sviluppato in un secondo appuntamento che si è svolto l’8 settembre all’ADI Design Museum, sempre sotto l’egida delle manifestazioni del comparto moda-accessori (Micam Milano, Mipel, Milano Fashion&Jewels, TheOneMilano e SIMAC Tanning Tech) che si sono presentate compatte a Rho Fiera nella settimana dal 12 al 17 settembre.  Sebbene ognuna con le proprie specificità, queste fiere sono ormai diventate piattaforme di relazioni e connessioni, in grado di orientare i buyer, di informarli, di aprire un dialogo che può andare oltre il momento fieristico nelle relazioni con aziende, brand, fornitori e partner.

In questo secondo appuntamento, moderato da Orietta Pellizzari, global trend researcher, sono intervenuti Chiara Allegra Moretti, independent buyer, e Federico Galli, storyteller, che hanno rimarcato l’evoluzione della figura del buyer che deve esser capace di filtrare, interpretare e verificare. E saper intercettare i gusti, le necessità e il potere d’acquisto delle nuove generazioni. “Secondo NIQ / World Data Lab (2025) – ha spiegato Pellizzari – la Gen X assorbe oggi 15.200 miliardi di dollari di spesa globale, il 40% in più della Gen Z. Ma la questione non riguarda soltanto chi spende di più. Riguarda soprattutto chi influenza chi. Le analisi sul multigenerational marketing mostrano infatti confini sempre più permeabili tra generazioni. Per brand e retailer questo significa superare una segmentazione rigida e costruire strategie capaci di attraversare più generazioni contemporaneamente”. 

Federico Galli
Chiara Allegra Moretti

Ecco che più generazioni possono convivere nello stesso mercato e processo di acquisto e il buyer deve saper leggere queste indicazioni perché non è importante solo quale prodotto acquistare, ma quale sia più giusto per quel negozio, cliente e mercato. Secondo Chiara Allegra Moretti, autrice anche del libro “Il fashion buying nel retail multibrand” :”quando ho iniziato quasi vent’anni fa, il nostro lavoro si concentrava sul prodotto, che scoprivamo nelle showroom; oggi il buyer, con l’avvento dell’online e dell’omnichannel, vive in una situazione complessa, quindi siamo passati da un approccio lineare a uno strategico, dobbiamo monitorare il mercato, saper leggere i dati, tenere sott’occhio il budget, non perdere di vista la marginalità. Insomma, il buyer deve avere conoscenze qualitative, ma anche quantitative”. 

Federico Galli, che racconta sui social il meglio del made in Italy e le storie delle piccole imprese, ha sottolineato che “per un brand prima bastava essere sul mercato per venire acquistato, oggi bisogna arrivare al cuore del consumatore, raccontare il proprio valore, le persone che sono dietro al marchio; il prodotto passa quasi in secondo piano. I veri influencer sono gli artigiani e le aziende stesse che devono sapersi raccontare”.