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22 – 24 FEBBRAIO 2026 / FIERAMILANO (RHO)

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Il valore delle parole

 

Salvatore Ferragamo: da architetto del piede a sperimentatore di materiali 

L’anniversario dei 100 anni dall’apertura del primo negozio Salvatore Ferragamo a Hollywood, di fronte al Grauman’s Egyptian Theater, cadeva nel 2023, ma la mostra al Museo Ferragamo di Firenze, dedicata a questo speciale anniversario, è stata prorogata fino al 27 aprile 2025. Testimonianza che il messaggio culturale, artistico e imprenditoriale, unito alla passione e all’amore per le calzature di un pioniere che conquistò l’America, è sempre di grande attualità e di esempio anche per le nuove generazioni che vogliono avvicinarsi a questo lavoro.  

Una storia che affonda le radici negli Usa nel 1915, quando Ferragamo emigrò munito solo del proprio talento di calzolaio, per aprire dopo pochi anni, nel 1923, il primo negozio e diventare “Shoemaker to the Stars”. Da quel momento la sua produzione si divide fra scarpe per il cinema, per il teatro e per il balletto. Per celebrare questi anni e la storia dell’imprenditore, nel 2023 era nata la mostra Salvatore Ferragamo 1898-1960, che ricorda la prima esposizione retrospettiva su Salvatore Ferragamo presentata nel 1985 a Palazzo Strozzi, una mostra itinerante, ospitata in ulteriori prestigiose sedi, il Victoria and Albert Museum di Londra,il Museum Bellerive di Zurigo, il Los Angeles County Museum in California, la Sogetsu Kai Foundation a Tokyo, il Museo des Bellas Artes di Città del Messico. Però questa mostra offre prospettive e considerazioni differenti. 

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Allora le calzature realizzate da Ferragamo erano state esposte in ordine cronologico come opere d’arte, riferendosi solo marginalmente al contesto creativo e sociale in cui erano state ideate. Oggi queste creazioni sono presentate non solo per il loro valore estetico, ma anche come documenti che attestano la capacità imprenditoriale e innovativa, la passione per i colori, la conoscenza anatomica dello scheletro e del piede umano, l’abilità artigianale delle lavorazioni, la ricerca dei materiali e la molteplicità d’ispirazioni, tratte dal mondo dell’arte e della cultura antica e contemporanea.

Nella mostra diventa significativo il contributo di Ferragamo alla rinascita dell’artigianato e alla definizione del Made in Italy nel dopoguerra, un valore che ancora oggi rende grande e riconoscibile la produzione italiana nel mondo, sintesi di knowhow e savoir faire, di creatività e innovazione. Ma anche di estrema attualità. Fra le tante sezioni della mostra, una infatti pone l’accento sulla sperimentazione e introduzione nelle calzature di materiali allora inconsueti come la pelle di pesce, il gros-grain, i cilindri di sughero cuciti e ricoperti di capretto, le canape, le rafie e il cellofan, ottenuto attorcigliando carte di caramelle. Materiali scontati nel periodo autarchico dell’Italia fascista, ma che per Ferragamo acquistano una valenza ulteriore: che tutti i materiali possono essere elevati e diventare preziosi e creativi. 

Durante la guerra Ferragamo impiega con libertà – e non come limitazione – i materiali più desueti, come legni laccati, feltri, merletti di spago e resine sintetiche quali la bakelite. Terminata la guerra, non abbandona i materiali poveri ma attinge contemporaneamente a quelli più innovativi, come la vinilite e il filo di nylon, oppure a quelli più preziosi, come l’oro zecchino. 

Un’altra sezione significativa del lavoro di Ferragamo è quella dedicata al rapporto fra piedi e scarpe. Questo implica un grande rispetto per l’anatomia del piede, una conoscenza basilare per la produzione di calzature, che purtroppo molti designer attuali non approfondiscono. Ferragamo studia la meccanica del piede, le leggi scientifiche che regolano la camminata, l’architettura dello scheletro, il funzionamento della muscolatura.  Comprende quanto sia importante la distribuzione del peso tra centro dell’arco plantare e l’estremità, il tallone e le dita, soprattutto in movimento. Per dare supporto alla complessa struttura dell’arco, Ferragamo inserisce all’interno della scarpa una lamina d’acciaio, il cambrione, che permette al piede di muoversi come un pendolo inverso. 

Ecco perché qualità, calzabilità, fantasia e stile hanno entusiasmato tante star e personaggi famosi. L’ultima sezione del percorso si occupa proprio di questo rapporto, anche personale, che Ferragamo aveva con le sue clienti vip a cui prendeva personalmente le misure del piede. In mostra ci sono le immagini di queste protagoniste con le calzature che hanno commissionato al creatore. Una carrellata di piedi famosi!

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