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22 – 24 FEBBRAIO 2026 / FIERAMILANO (RHO)

Think Green-

Sostenibilità senza mezzi termini

 

Scarpa vecchia fa buon gioco: così Poste Italiane fa un passo verso riciclo e sostenibilità

Creatività e sostenibilità sono sempre un binomio vincente. Lo dimostra l’ennesimo esempio che ha visto “coesistere” questi due termini nello stesso progetto, portando a risultati di successo. E, quando si parla di tutela dell’ambiente, la vittoria del singolo diventa la vittoria di tutti.

Alcuni dipendenti di Poste Italiane, vedendo l’enorme mole di scarpe dismesse ogni anno dai loro portalettere, perché rotte, sformate o inutilizzabili, si sono interrogati su come smaltirle nel modo più green possibile. Da questo problema – ma soprattutto dalla volontà di trovare una soluzione – è nato il progetto Scarpa vecchia fa buon gioco, che si propone di trasformare questi oggetti ormai inutilizzabili in qualcosa di nuovo e utile alla collettività. Così, si è deciso di recuperare e riciclare le calzature ormai dismesse degli addetti del recapito di Poste Italiane, trasformandole in materiale per la pavimentazione antiurto in dotazione ai parchi giochi e agli asili aziendali per bambini. 

Si è calcolato che con 5.500kg di calzature saranno realizzati 50 metri quadri di pavimentazione: il progetto pilota vede l’installazione delle prime piastrelle negli asili aziendali di Roma e Bologna, per poi raggiungere altre zone d’Italia, come Bergamo, Benevento, Caserta e oltre. 

Si è calcolato che con 5.500kg di calzature saranno realizzati 50 metri quadri di pavimentazione: il progetto pilota vede l’installazione delle prime piastrelle negli asili aziendali di Roma e Bologna, per poi raggiungere altre zone d’Italia, come Bergamo, Benevento, Caserta e oltre. 

“Abbiamo deciso di recuperare le calzature antinfortunistiche giunte a fine vita, che Poste fornisce ai portalettere e al personale impiegato negli stabilimenti logistici, e di trasformarle in materiale per la pavimentazione antiurto in dotazione ai parchi giochi per bambini, come quelli che si trovano nei nostri asili aziendali Poste Bimbi a Roma e a Bologna”, ha dichiarato Giorgio Giampietro, responsabile Ingegneria e Sicurezza per la Logistica di Poste Italiane nel Sud. “Le calzature vengono raccolte ogni due mesi nei nostri centri logistici dislocati in tutta Italia e trasportate presso il centro di smistamento della corrispondenza di Ancona, dove vengono prelevate, lavorate e trasformate per un nuovo utilizzo”.

E non è tutto qui. Questo è solo il principio di un percorso che vedrà, successivamente, anche il riciclo dei caschi dei portalettere e delle divise usate, e che testimonia l’impegno dell’azienda verso una transizione rispettosa dei principi internazionali ESG, promossi dall’Organizzazione delle Nazioni Unite.

I dipendenti di Poste Italiane sono, ovviamente, entusiasti dell’iniziativa. “Sapere che le nostre vecchie scarpe diventeranno il pavimento di qualche parco giochi per bambini è straordinario”, ha dichiarato Miriam Candita, portalettere al centro logistico di Bergamo. “Questo progetto mi rende orgogliosa di far parte della grande famiglia di Poste”, ha aggiunto Elena Fonzo, caposquadra dei portalettere del centro di distribuzione di Montesarchio (Benevento), “che, dai mezzi green alla rigorosa raccolta differenziata che ci chiede di rispettare, dimostra con fatti concreti di essere un’azienda impegnata nella salvaguardia dell’ambiente”. Per Poste Italiane, insomma, la sostenibilità non è un… gioco.