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22 – 24 FEBBRAIO 2026 / FIERAMILANO (RHO)

Think Green-

Sostenibilità senza mezzi termini

 

“Sei quello che acquisti”: l’importanza dello shopping consapevole

Il retail moderno non è solo la versione 2.0 del commercio al dettaglio di beni e servizi, ma è anche un’opportunità: quella di orientare le scelte di acquisto di milioni di consumatori in tutto il mondo verso l’adozione di comportamenti virtuosi, al fine di generare valore condiviso. È essenziale però che questo impegno venga rispettato da parte di tutta la filiera quindi, in primis, dai produttori stessi e che sia accompagnato da politiche e normative coerenti, capaci di sostenere il settore lungo un percorso di transizione che deve essere sostenibile per tutti.

Una delle ultime novità riguarda l’adozione dei nuovi standard ESRS previsti dalla direttiva europea Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), oggetto di revisione del Pacchetto Omnibus che punta a semplificare gli obblighi di sostenibilità per le imprese. Secondo il Report di Sostenibilità di Settore della Distribuzione Moderna 2025 di Federdistribuzione, il 94% delle imprese si è già attivato per allinearsi ai requisiti della nuova direttiva europea, l’80% intende pubblicare un bilancio di sostenibilità volontario già nel 2025 e il 59% ha definito una strategia di sostenibilità con obiettivi quantitativi. Il quadro, dunque, è chiaro: le imprese del retail sono in anticipo in materia di normativa europea sulla sostenibilità, entrata a pieno titolo nella governance aziendale del settore.

I brand che si spostano verso un tipo di produzione più “green” attraverso soluzioni innovative e tecnologiche sono sempre più numerosi in Italia, ma anche in tutta Europa. Un esempio virtuoso è il tedesco nat-2, tra i primi marchi di calzature sostenibili al mondo, fondato a Monaco nel 2007 da Sebastian Thies e appartenente alla sesta generazione di una famiglia che produce footwear fin dal 1856. Il segreto della sua longevità? Sapersi adattare ai tempi che cambiano e, soprattutto, proporre prodotti che siano non solo sostenibili, ma anche esteticamente attraenti per il pubblico finale. Questo aspetto, spesso sottovalutato in passato dai primi brand attenti all’ambiente, è invece fondamentale per creare consapevolezza a livello globale.

nat-2 è noto soprattutto per uscire dagli schemi e per il suo utilizzo “fantasioso” di materiali naturali e riciclati. Si va dalle sneakers in legno, pietra, fieno, gomma ed erba, fino ad arrivare a fondi di caffè, chicchi e piante, latte, bottiglie in PET, vetro, tappi di sughero, scarti di pelle, cotone ecologico, fibre di ananas e molto altro. Optando per un’estetica timeless e resistente poi, alcuni modelli vengono venduti con dei “pezzi di ricambio” da sostituire in caso di usura, garantendo così una seconda (ma anche terza e quarta) vita alle proprie scarpe. Sono inoltre confezionati in packaging anch’essi costituiti da carta riciclata che, all’occorrenza, possono trasformarsi in pratiche borse da viaggio.

Nella filiera di produzione è coinvolto direttamente anche il nostro Paese: le calzature sono infatti interamente realizzata a mano e in modo equosolidale presso una piccola manifattura italiana, artigianale e familiare. I modelli delle collezioni sono senza stagione, senza tempo, della migliore qualità e vestibilità possibili, e per lo più unisex, per un’idea di fashion sia sostenibile che democratica.

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Questo e altri contenuti a tema SOSTENIBILITÁ attendendo insieme MICAM 100 (7-9 settembre 2025)