

SMAD: comoda essenzialità
Il progetto SMAD nasce quattro anni fa dall’intuizione di Daniele Saccenti, ispirato da un viaggio in Giappone: “Avevo visto una calzatura che era la sintesi di comfort, design ed essenzialità, ma mancava quell’Italian touch per dare un’anima al prodotto e un twist creativo. Da qui è nato un monoprodotto declinato in vari materiali e tessuti”. I tessuti sono quelli del Lanificio Faisa, azienda tessile che fa capo alla famiglia Saccenti e specializzata nei tessuti fantasia, soprattutto tinti in filo, sia navetta che maglia, una produzione destinata all’abbigliamento, ma adatta anche alle calzature se i materiali vengono trattati con apposite spalmature.
Ecco dunque che a dare identità al brand è il materiale della tomaia, che diventa il fil rouge della collezione, mentre la sua lavorazione imprime il segno distintivo a questi modelli senza lacci e dalla forma arrotondata. “I tessuti sono quelli del nostro lanificio, – spiega Saccenti – i pellami provengono dal distretto toscano di Santa Croce. Ma è la lavorazione che, grazie alla tecnica di insuflazione, rende riconoscibile il prodotto conferendo quell’aspetto puffy che richiama immediatamente il comfort. A completarne l’identikit, la suola Extralight personalizzata che assicura leggerezza e flessibilità”.
Se un unico modello contraddistingue al momento il brand, l’evoluzione è già in programma. “Il monoprodotto ci ha consentito di perfezionare la scarpa al meglio delle nostre potenzialità e, secondo noi, conferisce maggiore forza espressiva e un messaggio più sicuro. Abbiamo già fatto dei prototipi dello stivaletto e del sabot, con la stessa suola e le caratteristiche onde gonfiate”, conferma Saccenti.
La produzione è realizzata dal calzaturificio Domina di Fucecchio, che da oltre 30 anni produce calzature uomo e donna per private labels e che ha saputo interpretare il mood del brand attraverso la forma e i materiali. La collezione punta sulla nappa in vari colori, bianco, nero e spalmata in argento e oro, il cavallino con stampa animalier, la crosta garzata, mentre i tessuti spaziano dal denim utilizzato sulle scarpe lavate in capo, alla rafia di nylon, a un tessuto fatto con trama di filato giapponese, un nastrino di nylon TNT, lavorato sulle macchine del filato fantasia nello stabilimento di Faisa a Prato.

E fra le strategie scelte per il lancio sul mercato di SMAD, non poteva mancare l’attenzione alla circolarità: l’imbottitura della tomaia utilizza fibre in poliestere riciclato e i sacchetti porta scarpe inseriti nelle scatole sono realizzati con i campioni di tessuti del lanificio delle stagioni precedenti, sottraendoli allo smaltimento.


