

Sneakers dal ‘gusto’ sostenibile
Negli ultimi anni la moda sostenibile si è evoluta, trovando nella sneaker il terreno ideale per sperimentare materiali innovativi e processi circolari. Sempre più brand scelgono di utilizzare gli scarti alimentari come bucce di mela, foglie di ananas, vinacce e torsoli, per creare calzature dai materiali provenienti da fonti rinnovabili, senza rinunciare a stile e qualità artigianale.
Uno dei marchi più conosciuti è il fiorentino ID.EIGHT, le cui sneaker sono realizzate utilizzando materiali provenienti dagli scarti dell’industria alimentare come bucce di mela, residui di ananas e vinacce. Linee pulite, palette colore neutre e un design genderless fanno il resto, dando vita a collezioni perfettamente in sintonia con la nuova generazione di consumatori attenti e informati.
Sempre restando nell’ambito italiano, tra le realtà più interessanti troviamo Valsaar, brand che si è distinto vincendo il premio Maestro di Mestiere promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Biella. Le sue sneaker 100% naturali e riciclate, nate da scarti vegetali e purea di frutti, secondo una filosofia che mette al centro la manualità e il savoir-faire artigiano, recuperano un approccio alla calzatura come prodotto durevole e rigenerabile.


Collaborazione e riciclo creativo caratterizzano anche Vegan Shoes Italy, azienda che utilizza il Piñatex, un materiale ottenuto dalle foglie di ananas, e un composto derivato dagli scarti di mele, nonché bio-polioli (mais) per la sua linea di calzature cruelty-free e 100% made in Italy.
A sfruttare la scienza dei biomateriali è anche il brand parigino MoEa (Mother Earth) che, grazie a una ricerca avanzata, trasforma rifiuti di frutta e piante — tra cui ananas, mela, cactus, uva e mais — in alternative vegetali. Ogni modello porta un’etichetta che racconta la materia prima utilizzata, rendendo trasparente l’intero processo.
Anche il brand emergente Steve’s ha puntato su un materiale innovativo e bio-based per le sue collezioni di calzature: UPPEAL, realizzato con bucce e torsoli di mela raccolti dalle aziende melicole dell’Alto Adige. Una scelta che lega il marchio anche al territorio e ai suoi cicli produttivi, rappresentando una perfetta sintesi tra tecnologia e identità.
Questi marchi non si limitano a creare scarpe con materiali sostenibili, ma reinterpretano l’intero sistema moda attraverso la lente della circolarità. Ogni buccia, vinaccia o scarto vegetale impiegato diventa un gesto concreto contro lo spreco, promuovendo un modello produttivo circolare e consapevole, dove ciò che fino a oggi è stato considerato un rifiuto può trovare nuova vita.
Per il prossimo appuntamento indagheremo come il design modulare sta trasformando l’industria calzaturiera e favorendo l’economia circolare.

