


Sostenibilità condivisa: VCS entra nel vivo con il primo incontro dell’Advisory Board
Il 2 luglio 2025, nella sede di Assocalzaturifici a Milano, si è svolto il primo incontro ufficiale dell’Advisory Board del progetto VCS – Verified and Certified Steps, un momento fondativo per il futuro della sostenibilità nel settore calzaturiero. Promosso da Assocalzaturifici, proprietaria del sistema, e dal partner tecnico SPIN360, l’Advisory Board nasce come tavolo di confronto stabile tra l’associazione, e i brand, per definire in modo condiviso le regole comuni di compliance ESG da applicare alla filiera.
I brand al tavolo della sostenibilità
Il valore strategico dell’incontro è stato confermato dalla presenza di brand di primo piano del settore moda che hanno preso parte al kick-off, dimostrando un forte interesse verso la possibilità di adottare uno standard comune per la verifica ESG della supply chain.
«Oggi i terzisti spendono in audit e conformità, spesso duplicando gli sforzi. Il VCS serve a farli respirare: se risparmiano sulla burocrazia, possono investire in ciò che conta davvero — innovazione, qualità, persone», spiega il team di Assocalzaturifici.
Un sistema pensato per i terzisti. E per la filiera intera
Il VCS nasce da un’intuizione forte: offrire alle aziende della filiera, oltre che ai piccoli marchi, uno strumento gratuito, tecnico e certificabile, in grado di:
- Ridurre i costi e gli sforzi richiesti ai fornitori (terzisti) in tema di sostenibilità;
- Offrire agli utenti finali dati affidabili e verificabili;
- Semplificare la rendicontazione ESG;
- Ridurre i costi di compliance;
- Migliorare l’organizzazione interna e supportare le aziende con un percorso di miglioramento continuo.
Il sistema rappresenta uno strumento di filiera, costruito da Assocalzaturifici per supportare la propria base associativa, e oggi pronto per diventare standard condiviso anche per i brand, già oggi accreditato da ICEC, e adottato da diverse imprese.
L’Advisory Board: una cabina di regia condivisa
La nascita dell’Advisory Board rappresenta il passaggio chiave verso una governance partecipativa del VCS. Il primo incontro ha avuto l’obiettivo di:
- raccogliere contributi e feedback da chi utilizza (o vorrebbe utilizzare) il sistema;
- condividere gli aggiornamenti normativi e strategici (CSRD, ESPR, EUDR, audit ESG, etc);
- coinvolgere i brand nel deliberare insieme l’evoluzione futura del VCS.
«Se tutti i brand riconoscono la conformità VCS, per i fornitori sarà tutto più facile. Si risparmieranno audit, sovrapposizioni e incomprensioni. Ma serve un commitment condiviso. I brand chiedono coerenza e compliance alla filiera. I terzisti chiedono regole chiare, semplici, uguali per tutti. Il VCS può diventare il punto d’incontro.», ha dichiarato lo staff di Assocalzaturifici.
Prossimi passi: strategia condivisa e attivazione di filiera
L’incontro si è chiuso con una raccolta di proposte operative, che verranno elaborate nel corso dei prossimi mesi. L’obiettivo è chiaro: ottenere che l’Advisory Board diventi un luogo stabile di confronto e indirizzo, dove si delibera insieme e si costruisce uno standard per l’intera industria calzaturiera.
Il VCS non è una sigla. È un invito a fare sistema. A parlare un’unica lingua sulla sostenibilità. E a liberare energie per innovare, anziché rincorrere adempimenti.
Questo e altri contenuti a tema SOSTENIBILITÁ attendendo insieme MICAM 100 (7-9 settembre 2025)
