


Sostenibilità e gestione del rischio: la visione di Micol Costi di Diadora
Essere sostenibili oggi non è più una scelta, ma una necessità. In un mondo in cui risorse, normative e dinamiche economiche cambiano rapidamente, le aziende devono affrontare la sostenibilità non come un vincolo, ma come un’opportunità per costruire un sistema più resiliente e competitivo. Il settore calzaturiero, in particolare, si trova a un punto di svolta, dove la capacità di adattarsi alle nuove esigenze ambientali e sociali determinerà il successo a lungo termine.
A MICAM X, innovation hub di MICAM Milano, questo tema è stato affrontato anche da Micol Costi, Materials, Sustainability & Intangibles Manager di Diadora, che ha illustrato le strategie adottate dall’azienda per gestire la filiera, rispettare le nuove regolamentazioni e garantire una crescita sostenibile in un contesto globale sempre più complesso.
Negli ultimi cinque anni, il settore ha dovuto riorganizzare le proprie strategie per far fronte a eventi globali imprevedibili, come la pandemia, che ancora oggi produce effetti sulle dinamiche della produzione e del mercato. “La politica adotta misure a breve e lungo termine, e questo inevitabilmente ha un impatto su tutta la filiera”, ha spiegato Costi, sottolineando come le aziende abbiano dovuto “sviluppare strategie di gestione del rischio più flessibili e razionali”.
Uno degli aspetti più complessi riguarda la diversificazione delle forniture. “Mantenere un’ampia gamma di fornitori è essenziale”, ha aggiunto, “soprattutto quando si parla di materiali specifici o soluzioni tecnologiche, perché la dipendenza da un’unica fonte può diventare una vulnerabilità”. La gestione della supply chain, dunque, non è solo una questione di efficienza, ma anche di resilienza.
Un altro punto chiave toccato dall’esperta riguarda l’evoluzione normativa e il suo impatto sulle aziende. Le nuove misure adottate a livello internazionale “portano cambiamenti costanti nel modo di operare, incidendo su costi, procedure e certificazioni”. Costi, inoltre, suggerisce un cambio di prospettiva: vedere tutti i cambiamenti in atto non solo come ostacoli, ma come opportunità per ripensare e migliorare i processi produttivi.
Tra le priorità indicate, emerge la necessità di “rendere più agile la filiera e ridefinire la strategia aziendale per allinearla agli obiettivi di sostenibilità”. Una visione in cui formazione, aggiornamento continuo e capacità di adattamento diventano asset fondamentali per navigare un mercato sempre più dinamico e regolamentato.
Per Diadora, la sostenibilità non è solo un obiettivo a lungo termine, ma una componente integrata nella cultura aziendale. “Se avete una strategia di sostenibilità solida, potete muovervi più agilmente in un sistema complesso”, ha affermato Costi, sottolineando come le aziende più esposte a contesti economicamente sfidanti debbano considerare la sostenibilità come parte del proprio DNA, non come un’aggiunta marginale.
Il dialogo costante con i fornitori gioca un ruolo cruciale in questa visione. “Quasi tutti i nostri fornitori rispettano standard di sostenibilità molto elevati, e lavoriamo in stretta collaborazione con loro per garantire che le nostre linee guida e certificazioni vengano rispettate”, ha spiegato Costi. Questo approccio consente non solo di garantire trasparenza e qualità, ma anche di creare un ecosistema produttivo più etico e responsabile.
Settimana prossima parleremo di sostenibilità con Rosie Gaunt, Responsibility Manager di Manolo Blahnik
Questo e altri contenuti a tema SOSTENIBILITÁ attendendo insieme MICAM 100 (7-9 settembre 2025)

