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L’innovazione tecnologica che conta davvero

 

Stephens: Il mondo del retail ha le sue regole. E per essere competitivi non bastano tecnologie e pubblicità

“Portare correttamente un prodotto sul mercato è come attraversare un labirinto”. A parlare così, sottolineando la complessità del mondo del retail, è Doug Stephens, fondatore di Retail Prophet, che ha parlato in videoconferenza durante un ciclo di incontri che si è tenuto a MICAM X, innovation hub di MICAM Milano. Prima di entrare nel vivo delle sue considerazioni, però, vale la pena spendere due parole su Stephens, uno dei top influencer del mondo del retail a livello globale. Il suo lavoro ha influenzato i più noti marchi internazionali in tutto il mondo, tra cui Walmart, Google, Estée Lauder, BMW, Disney e LVMH. Doug aiuta queste organizzazioni a capire come le tendenze demografiche, l’economia globale, l’intelligenza artificiale e i media stiano alterando il rapporto tra consumatori e marchi, in modo da poter elaborare strategie di mercato di successo.

Doug Stephens connesso da remoto a MICAMX
 

In un mondo in cui i consumatori hanno il potere di diventare esperti di tecnologia, “dobbiamo imparare da loro per assicurarci di guardare avanti, non indietro, quando si tratta di strategie innovative di vendita al dettaglio”.

“Il retail non è fantascienza ma è quasi più incomprensibile, a volte: si parla di catena o di filiera, che però si è spaccata durante la pandemia, cambiando la mentalità del retailer. Ora dobbiamo chiederci quale sarà il futuro in un mondo dove ogni giorno spuntano nuove tecnologie con cui si gestiscono magazzini e negozi, cosa succederà con i negozi fisici, cosa possiamo far con l’intelligenza artificiale, che impatto avrà sul business, che conseguenze ci saranno… Tutte le aziende e i brand si devono fare queste domande indipendentemente da cosa vendono, per capire come catturare l’attenzione del consumatore in un universo di scelte infinite”.

 

Parliamo del mondo delle calzature: ci sono su Amazon circa 70mila tipi di scarpe in vendita e 3/4 di noi inizia proprio il suo viaggio di acquisto da qui, non andando subito in negozio. E se decidiamo di acquistare online e ci troviamo bene, potremmo anche acquistare su Amazon per tutta la nostra vita.

Qual è la novità? I consumatori hanno sempre meno attenzione: nel 2004 concedevamo 2,5 minuti di attenzione a un prodotto online, nel 2006 con Facebook e iPhone l’attenzione è diminuita di un ulteriore 50%, a 1,25 minuti. Oggi siamo a soli 47 secondi: capite quanto sia difficile ed essenziale affascinare e catturare l’attenzione del consumatore.

Cosa dovrebbe fare, quindi, un brand? Dov’è la differenza tra chi vince e chi perde? La risposta a questa domanda non può risiedere solo nell’utilizzo della tecnologia, per quanto sia un’ottima alleata: “per me, non è l’ago della bilancia. Molti brand vincenti non utilizzano massicciamente le nuove tecnologie, quindi non risiede qui il successo. I marchi che “vincono” hanno invece l’abilità di manifestare il loro obiettivo a livello di mercato, qualsiasi esso sia”, ha spiegato l’esperto.

Nelle prossime due uscite altri interessanti spunti di Doug Stephens  per affrontare il mondo del retail, che diventa ogni giorno sempre più competitivo”