101 EDITIONS
22 – 24 FEBBRAIO 2026 / FIERAMILANO (RHO)

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Il made in Italy che fa cultura

 

Storie made in Italy: Ovyé e il legame con il territorio 

Non è da tutti arrivare alla quarta generazione in azienda. Non si tratta solo di un traguardo anagrafico, ma nel settore calzaturiero, dove il saper fare e l’identità di marca sono tutto, rappresenta un asset strategico di grande valore. Oggi il consumatore non compra solo un prodotto, ma la sua storia e l’expertise maturata nel tempo. Che nelle calzature vuol dire conoscenza delle tecniche di costruzione e attenzione ai dettagli e alla qualità. 

È questa cultura d’impresa che contraddistingue l’azienda Ovyé, che ha radici profonde nel cuore dell’Emilia, dove Giovanni Lucchi, nei primi del Novecento, realizzò il suo primo paio di scarpe. Da allora, attraverso il lavoro di Renzo Lucchi, di Cristina Lucchi e di Rino Caruso, l’azienda ha conosciuto una crescita costante, fino ad approdare all’attuale generazione guidata da Annalisa Caruso (di recente nominata anche vice presidente di Centergross Bologna) insieme al fratello Luca e alla moglie Anna di Somma. 

Annalisa Caruso

Poter mostrare che dietro alle collezioni ci sono generazioni della famiglia, crea connessioni emotive forti con il consumatore. Diventa la garanzia che “italiano” per Ovyé non è solo una etichetta, ma una storia familiare, di cui Annalisa Caruso va orgogliosa. La sua sfida è mantenere vivo lo spirito della tradizione italiana in un mercato sempre più globalizzato. I valori del made in Italy non possono però prescindere dalla moda e dalle esigenze di un mercato in continua evoluzione. Per questo motivo è stato introdotto lo scorso anno il nuovo logo, caratterizzato da due ovali intrecciati che formano due O, manifesto visivo dell’equilibrio fra tradizione e modernità. 

Anche la collezione per l’autunno-inverno 26/27 è la sintesi di memoria e contemporaneità. Atmosfere western sviluppate attraverso stivali texani con frange in movimento, lavorazioni effetto cocco, pellami vissuti e superfici morbide che si piegano naturalmente sulla gamba. Le punte restano affusolate, mentre i tacchi, sottili o inclinati, accompagnano la figura con eleganza.  

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La collezione comprende anche modelli dal look più urbano come gli ankle bbot con arricciature sulla pelle, stivali morbidi e destrutturati, décolleté e pump affusolate arricchite da pieghe e drappeggi. I modelli della tradizione, come i mocassini, vengono reinterpretati attraverso applicazioni floreali tridimensionali, quasi piccoli bouquet in pelle applicati sulla tomaia, mentre altre superfici si concedono stampe a pois dal gusto retrò. Dettagli in pelliccia completano alcuni modelli, evocando sensazioni tattili di calore. La palette cromatica spazia dal nero al cuoio, cioccolato, burgundy, tabacco e tortora. 

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