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L’innovazione tecnologica che conta davvero

 

Tailoor, la sostenibilità nel fashion si fa smart grazie a Intelligenza Artificiale e tecnologia 3D

Migliorare l’esperienza del consumatore durante gli acquisti online e in negozio e rendere il mondo del fashion in generale più sostenibile. Questo l’ambizioso progetto di Jacopo Thun, Chief Innovation Officer del Gruppo Re-da e CEO di Tailoor, la prima piattaforma phygital e-commerce che offre la possibilità di creare prodotti ad hoc, personalizzabili e customizzabili, digitalizzando il processo di collezione a 360°, dalla creazione del materiale fino alla vendita del capo finito. «La nostra tecnologia consente all’e-commerce di un brand di avere prodotti customizzati per i clienti», ha spiegato Thun durante il ciclo di conferenze avvenuto a Micam X, l’innovation hub di MICAM Milano. Tailoor consente di vendere online capi d’abbigliamento e calzature “made to measure”, garantendo al consumatore un’esperienza iper innovativa d’acquisto in negozio, grazie ad un configuratore 3D che accompagna i clienti in un mondo tra online e offline.

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Jacopo Thun, CEO di Tailoor, a MICAM X
Jacopo Thun, CEO di Tailoor, a MICAM X
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In poche parole, Tailoor permette di digitalizzare la collezione di tessuti e modelli, vendere online i propri capi su misura e personalizzati, fidelizzando i clienti alla piattaforma in modo semplice ed intuitivo. Grazie ai suoi servizi, sviluppati tramite diverse tecnologie – tra cui cloud, deep learning, intelligenza artificiale e metaverso – è poi possibile tenere sempre monitorati gli ordini dei clienti e il proprio business, profilando e analizzando chi acquista in negozio oppure online. «I dati sono informazioni preziosissime per capire come si comporta il consumatore», spiega Thun, «le operazioni devono infatti essere registrate per sapere che interazioni si realizzano sia in-store che online, integrando poi tutte le informazioni riguardanti ogni cliente in un unico ecosistema».

 

I servizi offerti dalla piattaforma includono l’inserimento della collezione all’interno del configuratore web, la presentazione della stessa, la gestione degli ordini, la creazione di un e-commerce, anche multi brand. Tailoor segue ogni aspetto, dalla configurazione del modello digitale al confezionamento dei capi personalizzati, ma anche la vendita del prodotto finito e il sistema di appuntamenti in-store. Tra le “meraviglie” di Tailoor, la possibilità di comprare online un capo o un accessorio indossati dal proprio alter ego digitale nel metaverso. Tutto questo processo si muove in un’ottica di maggiore sostenibilità: questo modello di business, che si fonda sul “made to order”, è infatti sostenibile e permette di evitare gli sprechi. Questo perché si producono solo i capi/accessori in base alla domanda effettiva, riducendo i propri costi e l’impatto generato dal magazzino e dalle materie prime impiegate per gli invenduti e i campionari. «Questo modello di business, ovvero del “fatto su misura”, è il migliore per garantire un maggiore livello di sostenibilità, soprattutto per quanto riguarda il prêt-à-porter e il fast fashion, ma anche il mondo dello slow fashion. I rifiuti in questo settore hanno infatti volumi enormi», conclude Thun. «Dobbiamo tornare a un mondo del fashion più slow, e fermare il fast fashion, andando verso qualcosa di unico, sia come esperienza che come prodotto».

Stay tuned: giovedì prossimo Monique Large ci porterà in viaggio verso il futuro del retail!