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Il valore delle parole

 

Tamponatura a mano

Dopo la concia e la tessitura, la tintura è una delle più antiche attività manifatturiere sviluppate dall’uomo. Testimonianze di tintura del cuoio risalgono addirittura all’Antico Egitto, anche se da allora le tecnologie si sono molto evolute e ai pigmenti di origine esclusivamente minerale e vegetale si sono aggiunti i coloranti sintetici.
Tra le più diffuse modalità di tintura delle pelli, oggi, ci sono quella a spruzzo, che prevede l’utilizzo di apposite pistole, e quella in bottale (o in botte), che consiste nell’immergere il cuoio in una soluzione di acqua e colorante, che viene poi riscaldata mentre la botte viene fatta girare: in questo modo il pigmento penetra a fondo.
Per quanto riguarda il settore calzaturiero e quello degli accessori in pelle (guanti, borse, cinture), c’è però chi sceglie di utilizzare metodi prettamente artigianali, quindi più laboriosi e dispendiosi in termini di tempo e fatica, e cioè quello a pennello, quella della tintura a spazzolo, eseguita con una spazzola intinta di colorante, o quello detto della tamponatura a mano, che può essere praticato direttamente sulla scarpa finita e permette di realizzare trasparenze, sfumature e variazioni di colore altrimenti irrealizzabili con altri metodi, rendendo ogni calzatura un pezzo unico.

Franceschetti – dettagli della Lavorazione Blake Rapid con doppia cucitura
 

Foto courtesy Franceschetti

Qualche tecnicismo

Utilizzata principalmente sulle scarpe di lusso, la tecnica della tamponatura viene tramandata tra gli artigiani calzaturieri ma ciascuno ha i propri “trucchi”, i propri segreti e le proprie “ricette” per i colori.
Solitamente si esegue su pelli cosiddette in crust e cioè naturali. A mo’ di tampone si possono utilizzare spugne o panni in tessuto, quasi sempre cotone, ma la scelta del tessuto dipende unicamente dal gusto e dall’esperienza dell’artigiano.

Video courtesy Fratelli Rossetti