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L’innovazione tecnologica che conta davvero

 

Tecnologie innovative, AI e metaverso per l’esperienza retail del futuro

Omnicanalità” sembra essere la parola che, tra tante, meglio interpreta le tendenze future del mondo del retail. Questo emerge dalle conferenze sul tema che si sono tenute a Micam X, l’innovation hub di MICAM Milano. Tre relatori in particolare, Federico De Martini, Giacomo Gaiardi ed Edoardo Graziadei si sono concentrati sul tema, condividendo le loro riflessioni sul futuro del mercato.
De Martini, co-fondatore e strategy director dell’agenzia pubblicitaria milanese George, si occupa da 15 anni del mondo del fashion. Per lui, il concetto di futuro è indissolubilmente legato a quello di sostenibilità. L’importante è tradurla «in modo cool e divertente, ispirando il pubblico, avendo un approccio genuino e ottimizzando le risorse».
Per De Martini, questa filosofia è ben rappresentata dal brand Coachtopia, che produce borse con un approccio circolare (parti disassemblabili e sostituibili, minimo utilizzo di colle, etc) e con scarti di altre lavorazioni (da qui il claim “Have taste love waste”). Per coinvolgere i clienti anche in negozio, l’approccio circolare è stato rappresentato da una struttura a sua volta circolare, anch’essa realizzata in materiale riciclato: i visitatori potevano accedervi all’interno sentendosi parte di un processo di sostenibilità anche “tangibile”.
De Martini tra i suoi esempi di brand virtuosi cita anche lo store londinese Nike, che ospita un laboratorio innovativo che punta sulla longevità della scarpa: grazie a un robot progettato ad hoc, le persone possono pulire e riparare le proprie sneakers in loco, allungandone di fatto il ciclo vitale. Si può inoltre utilizzare l’AI per immaginare di rinfrescare il look delle proprie scarpe e poi decidere se procedere o meno nella “realtà”.
Incarna in toto l’idea del divertimento, invece, il brand Islandese Yrurari, che produce feltro da lana locale. Visti i numerosi scarti a livello di produzione (lane, filati, scampoli, etc), il marchio li ha utilizzati creando una base e la farcitura per pizze di maglia da vendere ai clienti, per fidelizzarli con prodotti alternativi e rendere il brand più smart.
De Martini ha infine condiviso alcuni consigli con il pubblico: «Siate genuini e pertinenti, non cercate di essere ciò che non siete. La sostenibilità è reale, non un’utopia: fatela diventare parte integrante dei vostri progetti e non fate greenwashing. Non temete di passare attraverso una serie di fallimenti, bisogna avere pazienza prima di trovare la propria direzione. Infine,i designer vi possono aiutare tantissimo e i clienti apprezzeranno i vostri sforzi!».

 

Giacomo Gaiardi è chief e-commerce management officer di Diana, hub internazionale che si occupa di creare nuove esperienze di e-commerce guidandole nell’espressione della loro identità e unicità.
Quando si parla di omnicanalità si intende «la capacità di creare un patrimonio analitico, raccogliendo dati e info su clienti sia dal mondo online che fisico, creando un database strutturato per approfondire abitudini di acquisto e preferenze». L’obiettivo è garantire «coerenza a livello di comunicazione e offerta dei servizi».
Per un punto vendita di un brand italiano in Giappone, Diana ha dovuto affrontare diverse sfide: il mercato locale richiede una strategia e un approccio dedicati in termini geografici e culturali, commerciali e logistici. E così è stato: «Oltre a costruire una sinergia tra e-commerce e retail, si è supportato lo sviluppo tecnologico di un sito ad hoc su una piattaforma di vendita condivisa e una gestione degli ordini direttamente dalla boutique di Tokyo», ha raccontato Gaiardi. Il customer service è stato gestito in loco, in lingua e orari locali, grazie alla figura di un local digital concierge. Anche i contenuti del sito sono stati sviluppati in lingua e valuta locali. Grazie a queste azioni, «si è ottenuto un aumento delle vendite in negozio del 48% e del +30% nel binomio retail+e-commerce». Non solo: ci sono stati anche ottimi risultati per quanto riguarda la fidelizzazione dei clienti, con un +90% di adesioni di utenti giapponesi al programma di loyalty localizzato sul Giappone.

 

Edoardo Graziadei è il fondatore e CEO di WideVR, azienda che propone soluzioni innovative per il mondo fashion sfruttando la tecnologia 3D e metaverso. Partendo da un dato significativo – il 98% degli utenti che visitano un sito di e-commerce non effettua poi l’acquisto – Graziadei e il suo staff hanno cercato di capirne il perché. E hanno riscontrato che ciò avviene a causa di due criticità principali. La prima è una user experience limitata e deludente che non rispecchia le aspettative, la seconda è una percezione irrealistica dei prodotti in vendita (es: il 99% dei brand utilizza foto senza tridimensionalità).

vshop è la prima piattaforma per creazione di shop virtuali automatizzati che utilizza una tecnologia innovativa, creando una più realistica esperienza di acquisto grazie a modelli fotorealistici e immagini 3D qualitativamente molto alte fruibili da qualsiasi tipo di device. Tra i competitor del brand, c’è chi fa qualcosa di simile, ma non solo non raggiunge la stessa qualità in termini di grafica e UX, ma la fa pagare a caro prezzo rispetto a vshop, che al momento risulta il player più competitivo sul mercato, anche grazie ai diversi piani di abbonamento..

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