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22 – 24 FEBBRAIO 2026 / FIERAMILANO (RHO)

 

Tendenza genderless, age-agnostic e soft masculinity: le nuove parole della moda

Tra le tendenze più in voga da qualche tempo, parlando di calzature, abbiamo osservato il genderless, che non vede confini definiti tra i modelli di scarpe da uomo e da donna, ma ipotizza un mood più unisex. Per capire se il mercato continuerà ad andare in questa direzione anche in futuro, o se si tornerà ad avere modelli maschili e modelli femminili ben definiti, abbiamo intervistato Tamara Cloé Leguía, senior client and trend success manager EMEA e Ailis Swords-McDonnell, consulente di brand EMEA entrambe in WGSN, un’azienda specializzata nel trend forecasting a livello globale. «Come emerge dai nostri report, la durata di questo trend dipenderà molto dalla generazione dei consumatori», ha esordito la Leguía. «Possiamo infatti parlare di un consumatore più maturo, oppure di uno della Gen Z, ovvero i nati a fine anni ’90, che sono molto più aperti alla fluidità di genere e inclusività, e sperimentano forme ispirate sia alla mascolinità che alla femminilità». 

In questo periodo «stiamo osservando ovunque la tendenza “soft masculinity” (in cui i confini tra mascolinità e femminilità sono offuscati e sono evidenziate caratteristiche più spesso associate alla femminilità, come sensibilità, empatia e apertura, ndr)», ha proseguito la Swords-McDonnell. «Ma, ad esempio, nel 2023 abbiamo celebrato l’anno del “girl power” e gli aspetti più femminili. Dipende quindi molto dal pubblico dei consumatori, ma mi sento di dire che in futuro non per forza gli stili diventeranno tutti “neutri”». 

Oggi, peraltro, «i consumatori acquistano prodotti non solo per l’estetica, ma anche per quanto rispecchiano i propri valori», ha aggiunto la Leguía. Alcuni giovani, infatti, «sono attivisti e si aspettano che anche i marchi prendano posizione su grandi temi sociali. Quindi, alcuni uomini più “fluidi” potrebbero non voler seguire il modo tradizionale di vestire maschile, e questa è un’opportunità per i marchi, da cogliere al volo». In conclusione, «il futuro non sarà solo genderless, ma sicuramente più variegato e inclusivo, con meno restrizioni».

 

Un altro aspetto che si sta osservando «è un movimento verso un design “age-agnostic”, che non si rivolge a una generazione specifica, ma attraversa tutte le età». Anche questo trend «è stato influenzato dalla pandemia, che ha fatto emergere nuclei famigliari composti non per forza da parenti, ma anche da amici o membri della propria comunità, di età molto diverse tra loro e che diventano una sorta di famiglia. E anche questo contribuisce all’idea di fluidità di genere».

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