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22 – 24 FEBBRAIO 2026 / FIERAMILANO (RHO)

Think Green-

Sostenibilità senza mezzi termini

 

Tracciabilità e durabilità: due principi alla base delle partnership commerciali

Nell’articolo pubblicato la scorsa settimana abbiamo descritto un esempio virtuoso di collaborazione che ha come fine la riduzione dell’impatto ambientale nella produzione di calzature, quello del progetto “One Next Step” (link), frutto delle forze congiunte di TOD’S e Gruppo Mastrotto. Un’iniziativa che ha permesso ad Alberto Gallina, Head of ESG di Rino Mastrotto Group Spa di dimostrare al pubblico di MICAM quanto sia importante per le aziende educare alla sostenibilità sia i partner commerciali che i consumatori.

“Il 90% dell’impatto di un brand dipende dalla filiera – ha spiegato Gallina -. È fondamentale quindi trovare partner che condividano gli stessi valori, con i quali lavorare insieme per istituire una filiera circolare e ai quali trasmettere l’importanza di stabilire standard comuni in fatto di tracciabilità e raccolta dati. È grazie alla collaborazione all’interno della nostra filiera e a importanti incentivi che il Gruppo Mastrotto è riuscito, nell’arco di quattro anni, a migliorare il ciclo di lavorazione della pelle bovina riducendo il consumo di acqua, energia e prodotti chimici”. 

Infatti, non basta che i brand e i loro partner investano in ricerca e sviluppo per ottenere prodotti il più possibile sostenibili: Alberto Gallina ha insistito sulla necessità di formare anche i clienti finali, spiegando le criticità in cui ci si imbatte durante i processi di produzione, come vengono risolte, e perseguendo il criterio della durabilità. “Quando si parla dell’impatto di un prodotto c’è la tendenza a valutare solo i consumi energetici e idrici e le emissioni di CO2 nelle fasi produttive, ma si tratta di un concetto che dovrebbe considerare tutto l’arco di vita di ogni calzatura. Ad esempio, è importante tenere a mente che l’industria conciaria utilizza pelle animale che è un materiale di scarto dell’industria alimentare, e occorre poi considerare anche che un prodotto di qualità riduce la necessità di acquisti frequenti. La durabilità è quindi un valore che deve interessare tutta la filiera, dall’ideazione iniziale a chi effettivamente compra le calzature”.

A tal proposito è intervenuta anche Marguerite Le Rolland, Global Insight Manager di Euromonitor International. “Dalle nostre ricerche emerge che per i consumatori, a causa del contesto economico dominato dall’inflazione e di un budget ridotto per gli acquisti, il prezzo è spesso il fattore predominante, quando ci si trova a dover scegliere tra diversi prodotti. Tuttavia, è un concetto che implica un tasso di fidelizzazione molto basso – spiega Marguerite, rivelando però che lo scenario è destinato a cambiare -. Chi fa le normative obbliga fornitori e consumatori a fare delle scelte. La necessità di dover rispettare determinati standard ambientali e di tutelare la salute dei lavoratori fa sì che i brand debbano investire in innovazioni sostenibili che hanno riflessi anche sul design e sull’estetica delle calzature realizzate. È una scelta apprezzata anche dai consumatori che, sempre più consapevoli, tendono a orientare i loro acquisti verso prodotti con un impatto ambientale più basso”.

Giovedì prossimo parleremo di Passo Network, la rete che promuovere la sostenibilità nel settore calzaturiero