

Trasformare la moda con soluzioni digitali avanzate
Creatività e intelligenza artificiale: un’alleanza che continua a suscitare dubbi e porre domande, alle quali ha provato a rispondere Federico Morosi, Ceo e co-founder di WOW-Why Only White, startup e spin off del Politecnico di Milano che ha sviluppato una nuova generazione di realtà aumentata, durante uno dei talk che si sono tenuti a MICAM Next lo scorso settembre.
“Pensare che l’IA sia contrapposta all’artigianato e nemica della creatività è una semplificazione sbagliata. La verità è che può diventare alleata di chi realizza calzature. Il fatto che sia in grado di generare immagini, video e modelli 3D rende naturale chiedersi fino a che punto le intelligenze artificiali possano sostituire i ruoli creativi”, ha dichiarato Morosi, che ha però aggiunto come, secondo la sua opinione, i profili professionali oggi esistenti non tenderanno a scomparire a causa dell’ingresso dell’IA nei processi produttivi, ma ne saranno inevitabilmente influenzati. Infatti, il Ceo di WOW ritiene che l’IA potrà avere tre mansioni: di collaboratrice, cioè aiutare designer e creativi fornendo ispirazione in modo rapido e preciso, evitando blocchi artistici; di suggeritrice, quindi imparando il modo di lavorare del suo “compagno umano” sarà in grado di suggerire i passi successivi da compiere nel processo creativo, semplificandogli il lavoro; di assistente, compiendo le operazioni più monotone e ripetitive, i cui risultati andranno comunque valutati e accertati dalla persona fisica.
Tuttavia, l’IA fatica a inserirsi nell’industria della moda e della calzatura, dove è ancora forte la componente creativa così come la tradizione manifatturiera e artigianale che, secondo Morosi, rendono difficile l’introduzione delle nuove tecnologie. Il co-founder di WOW ha però specificato come l’intelligenza artificiale possa essere cruciale nell’accelerare la transizione digitale del settore, sottolineando l’apporto che può avere in una fase importante come quella della prototipazione dei modelli.
“La fase di prototipazione è una delle più importanti poiché permette la verifica dell’idea iniziale e la concretizza. L’IA può rendere la prototipazione puramente digitale, semplificando il processo ed evitando prototipi fisici. È un abilitatore enorme perché permette di creare il contenuto digitale in maniera molto rapida e avere in output l’immagine di un prodotto in modo realistico e fedele alla richiesta. Quello che ne consegue è una riduzione dei tempi, degli sprechi e dei costi. E soprattutto c’è un vantaggio nascosto: si dà ai designer la possibilità di esplorare di più, abbattendo i limiti di tempo e denaro, ideando e vedendo varianti che prima non avrebbero osato realizzare”, ha sottolineato Morosi.
L’intelligenza artificiale può influenzare la creatività anche nel marketing e durante i processi di vendita. In che modo? “Contagiando” o, meglio, rendendo più accessibili altre tecnologie, ad esempio quelle per la realtà aumentata. “Abbinando queste tecnologie, oggi si generano contenuti digitali in modo rapido. Nella mia startup lo stiamo facendo, sfruttiamo la realtà aumentata e sistemi di proiezione di contenuti digitali. Il risultato è un prototipo misto, con una parte fisica da manipolare e una estetica che viene proiettata: texture e finiture vengono proiettate senza visori, in modo che il modello sia facilmente visualizzabile da tutti coloro che ci lavorano”. Morosi ha evidenziato come il sistema in uso in WOW possa influenzare anche la relazione col cliente. Un prototipo misto, infatti, permetterebbe a chi è in negozio di avere una visualizzazione reale di modelli che non sono in magazzino e anche di eventuali personalizzazioni prima di compiere l’acquisto.
Giovedì prossimo approfondiremo come l’IA modifica il customer journey

