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Racconti di oggi e ieri

 

Il valore del Made in Italy

Per la prima volta è stata istituita dal Ministero una giornata nazionale del Made in Italy, identificata nel 15 aprile (giorno dell’anniversario della nascita di Leonardo da Vinci), in realtà spalmata su altre date attraverso eventi che hanno raccontato la qualità e il valore aggiunto del prodotto fatto in Italia, allo scopo di incentivare gli studenti ad avvicinarsi alle professioni legate alle eccellenze delle filiere, consolidando il ponte fra scuola e lavoro. Fra le iniziative di rilievo, l’evento del 18 aprile di Confindustria Moda a Roma in collaborazione con lo IED, inaugurato dal Sen. Adolfo Urso Ministro delle Imprese e del Made in Italy,
Ad aprire i lavori è stata la presidente di Confindustria Moda, Annarita Pilotti, che ha sottolineato il ruolo della Federazione (riunisce Assocalzaturifici, Assopellettieri, AIP, Unic) come trait d’union fra  giovani e imprese “che oggi si devono impegnare per essere più attrattive – ha detto – e stimolare i ragazzi ad acquisire le competenze utili per entrare in un mondo del lavoro che ha bisogno di loro”. E quale luogo poteva essere più adatto per dialogare con i giovani se non la sede di una scuola come lo IED? A loro Pilotti ha specificato che sono circa 40 i diversi profili professionali ricercati dall’industria della Moda e dell’Accessorio e si prevede fino a 94 mila assunzioni entro il 2026 da parte delle aziende dei singoli settori. ”I profili richiesti – ha ricordato – non sono solo quelli tradizionali come addetti alla cucitura, designer, disegnatore tecnico, addetto alla pianificazione della produzione, ma in un mondo come quello odierno sempre più digitale, è aumentata la richiesta di specialisti dell’E-Commerce, innovatori che sappiano usare l’intelligenza artificiale e molti altri. La sostenibilità, le produzioni circolari, il recupero delle materie prime, sono tematiche che stanno a cuore alla nostra filiera e i giovani di oggi sono molto più sensibili di noi e responsabili. Anche questi sono profili molto richiesti”.

Le aziende hanno difficoltà a trovare tecnici specializzati perché sono pochi gli iscritti in Italia agli ITS e alle scuole professionali nonostante possano garantire un tasso di occupazione superiore al 90% entro pochi mesi dal diploma.” La sfida che abbiamo noi come Industria è quella di ridare dignità al lavoro tecnico.- ha commentato Pilotti – Una dignità che si coniuga con la creatività, che ne è una delle componenti essenziali. Con questo evento vogliamo avvicinarvi alle nostre aziende e farvi capire che il nostro bello e ben fatto non è un’idea astratta, ma soprattutto vogliamo ascoltare i vostri spunti per un Made in Italy moderno e sempre più sostenibile”.

Fra gli altri interventi della giornata, Alessandra Siena, Leather Expert di Unic – Concerie Italiane, ha parlato delle caratteristiche estetiche e delle prestazioni della pelle, materiale oggi lavorato con elevati standard di qualità e sostenibilità; Davide Catena, Project Manger Assomac, invece, si è focalizzato sull’utilizzo delle tecnologie per le innovazioni che il settore pelle-calzatura dovrà accogliere rispondendo alla sfida della sostenibilità ambientale, sociale e di governance; Massimiliano Guerrini, Consulente Responsabile per la Formazione Assopellettieri, ha parlato di tecnologia, parte integrante delle manifatture della pelletteria italiana. Progettazione e sviluppo virtuale del prodotto, AI e Machine learning per la produzione, digital product passport, ecodesign sono alcuni dei temi di innovazione per il settore calzaturiero citati da Alice Marcato, Direttore Tecnico Politecnico Calzaturiero.

Gianluigi Calvanese, Direttore Operativo Divisione ITC – Innovazione e Tecnologia Conciaria Stazione Sperimentale per l’Industria delle Pelli e delle Materie Concianti, ha presentato gli standard di riferimento applicabili a pelle e pelliccia, mentre Elena Rizzo, External Relation e Responsabile Formazione Aip ha parlato di outerwear consapevole e della manodopera moderna, fatta di abilità artigianali e innovazioni; infine Federica Mauceri, designer diplomata allo IED ha trattato il tema del processo creativo e l’unione sperimentale di materiali diversi. Per dare concretezza all’evento, gli studenti hanno anche  avuto l’opportunità di “mettere le mani” su materiali nuovi e riciclati, partecipando al workshop “Made in Italy tra heritage e innovazione: tre tavoli con focus su calzature, borse, outerwear”.

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Alessandra Siena
Davide Catena
Massimiliano Guerrini
Alice Marcato
Elena Rizzo
Federica Mauceri
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Ad anticipare la celebrazione della giornata del Made in Italy a Roma era stata la manifestazione MICAM di Milano, che dal 18 al 21 febbraio aveva ospitato la mostra immersiva Made to be Collectible, inaugurata anche in quell’occasione dal Ministro Urso. Una breve storia della produzione italiana dove i prodotti del passato hanno dialogato con quelli del futuro, senza perdere mai di vista la creatività e il saper fare del made in Italy. In queste creazioni l’Intelligenza Artificiale (AI) si sposa con quella umana (HI) con il fine di realizzare prodotti di eccellenza, durabili nel tempo e, per questa caratteristica e per la loro qualità, collezionabili come vere e proprie opere d’arte. “Non però come fossero pezzi da museo – aveva spiegato la presidente di Assocalzaturifici Giovanna Ceolini nella cerimonia di apertura di MICAM – ma come testimonianza dell’evoluzione della calzatura”. 

Scopri di più su Made to be Collectible nel video qui sotto:

La prossima volta guardiamo il libro dedicato alla collezione permanente del Museum FIT