


Vulcanizzazione: un processo che risale all’800
Il processo di vulcanizzazione affonda le radici nel 1800 quando Charles Goodyear capì che, per l’uso nella produzione di pneumatici, la gomma naturale, o caucciù, utilizzato per produrre svariati oggetti, non era stabile alle alte temperature e diventava fragile a quelle invernali. Goodyear ottenne il primo brevetto per un processo che trasformava la gomma naturale in un prodotto molto più facile da lavorare. Ma il lavoro non era finito: era solo l’inizio di risultati che sarebbero arrivati anni più tardi, dopo indebitamenti e cause legali per la paternità delle scoperte; l’ultima delle quali, nel 1852, attribuì definitivamente il riconoscimento per l’invenzione del processo di vulcanizzazione a Charles Goodyear.
La vulcanizzazione (o cottura) è un processo di lavorazione della gomma, la quale viene legata chimicamente allo zolfo mediante riscaldamento. Attraverso questo processo si ottiene un materiale elastico e poco rigonfiabile se tenuto a contatto con solventi organici. Oggi, per vulcanizzazione si intende qualsiasi processo chimico, anche diverso da quello originariamente inventato da Goodyear, che ottenga risultati analoghi.
Nel settore calzaturiero questo processo si usa soprattutto per le suole: in questo caso la gomma è immersa nella cavità di uno stampo metallico composto generalmente da due parti. Attraverso la pressione e il calore, e in presenza di vulcanizzanti, si determina la vulcanizzazione della suola. I vulcanizzanti sono quelle sostanze in grado di agire sulla gomma cruda, trasformandola in elastomero. Lo zolfo è l’agente vulcanizzante più utilizzato.
Non essendo la gomma per sua natura molto elastica e resistente, è proprio questo processo di cottura a infonderle queste proprietà, importanti anche per la fabbricazione delle suole.
Se c’è un marchio che è divenuto un simbolo delle scarpe con la suola vulcanizzata, questo è Superga, che nel 1925 lanciò il modello 2750, rivoluzionando l’allora mondo delle scarpe da tennis che avevano il fondo in corda. La calzatura del brand torinese iniziò così ad avere suole resistenti e flessibili, indispensabili per giocare a tennis. Da quasi 100 anni Superga continua a produrre i suoi modelli con la suola in gomma vulcanizzata e quell’inconfondibile pattern a “buccia d’arancia” che riprende la texture irregolare delle primigenie suole in corda.
Sicuramente la suola vulcanizzata ha trovato una ideale collocazione nelle scarpe da montagna. Fu infatti l’alpinista Vitale Bramani che nel 1937 inventò la suola in gomma Vibram (acronimo delle prime lettere del suo nome e cognome). Attualmente vengono usate anche mescole sintetiche che possono essere composte da circa 15-20 diversi ingredienti (fra cui ad esempio zolfo, carbonio, silicio) che aggiungono ulteriori prestazioni al prodotto finito.
