101 EDITIONS
22 – 24 FEBBRAIO 2026 / FIERAMILANO (RHO)

Makers-

Chi fabbrica il futuro, oggi

 

Flabelus, una (giovane) storia orgogliosamente spagnola 

Si può cambiare passioni e professioni nella vita per rincorrere i propri sogni: lo dimostra la storia di Beatriz de los Mozos che da avvocato è passata al mondo delle calzature, fondando nel 2020 il brand Flabelus, nel bel mezzo della pandemia. Dopo solo sei anni, le calzature Flabelus sono presenti nei cinque continenti in 700 punti vendita con l’ambizione di continuare l’espansione nel 2026 e la prospettiva di raggiungere un fatturato di 80 milioni di euro, per crescere poi ulteriormente a 160 milioni nell’anno successivo. Essendo un brand con salde radici in Spagna, il Paese pesa per il 33% dei ricavi, seguito dall’America Latina (16%), Regno Unito (15%), Francia (11%), resto del mondo 16%).  La presenza di Flabelus a livello internazionale è suggellata anche dai 34 negozi monobrand fra Madrid, Londra, Parigi, Milano, New York e Mexico City, con l’intento di aggiungere altri 10 store entro il 2026.

Il progetto ruota intorno alla reinterpretazione dell’espadrilla spagnola con i suoi 700 anni di storia, un modello senza tempo e stagionalità. “Non facciamo semplicemente scarpe – dice la fondatrice – ma curiamo ‘una biblioteca vivente’ dove ogni paio rappresenta un personaggio femminile della letteratura, trasformando la calzatura in storytelling”. Fondendo la silhouette della furlana veneziana con l’anima autentica della manifattura spagnola, il marchio crea un legame fra tradizione ed estetica contemporanea, puntando su valori quali l’autenticità, la qualità e il saper fare spagnolo. 

Infatti, la produzione è realizzata nello stabilimento inaugurato nel 2025 a Elche, che impiega 260  persone, di cui il 98% donne, per le quali l’azienda ha messo a punto un “Women’s Plan” che promuove la flessibilità e l’ equilibrio fra vita privata e lavoro.  Mantenere le radici in Spagna vuol dire preservare le tecniche tradizionali di lavorazione e valorizzare il knowhow, la qualità e la sostenibilità per contrastare la produzione massificata. “Questa prima fabbrica – spiega Beatriz de los Mozos – è il cuore del brand, il luogo dove prendono forma la nostra passione per la moda e l’eccellenza artigianale. In questo modo speriamo anche di ispirare altri brand spagnoli, dimostrando che è possibile ricostruire, salvaguardare e mantenere nel Paese la struttura produttiva”.  Con il pieno controllo della produzione è possibile tracciare ogni processo in modo trasparente e quindi avviarsi più facilmente sulla strada della sostenibilità. 

Le calzature sono realizzate con cotone 100% organico, un tessuto che mantiene il piede fresco e non contiene sostanze tossiche. La fodera in cotone favorisce la traspirabilità e il comfort e la soletta Ardnery aiuta a prevenire gli odori. Uno strato aggiuntivo in Eva di 10 mm. rende la camminata più confortevole. La suola impiega materiali che provengono dal riciclo di copertoni di biciclette, per avvalorare l’attenzione verso un’economia circolare. I colori pop e i dettagli aggiungono un tocco di contemporaneità creativa al brand spagnolo. 

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