

Attrattività economica e culturale: è questo “Il Bello della Moda”
In un momento in cui la moda italiana si trova ad affrontare sfide importanti e a riaffermare il proprio valore strategico per il paese, arrivano dati confortanti dall’ osservatorio “Il Bello della Moda”, dedicato a valorizzare e misurare il contributo e l’impatto industriale, occupazionale, formativo, culturale e sociale del sistema italiano. Realizzato con il supporto di McKinsey & Company, questa prima analisi è stata presentata da Camera Nazionale della Moda Italiana in occasione dell’assemblea ordinaria, durante la quale è stato rieletto presidente Carlo Capasa.
La ricerca conferma il ruolo strategico della moda italiana come motore di crescita economica, occupazionale e culturale del Paese. Il settore rappresenta circa il 5% della produzione industriale italiana e si fonda su una filiera produttiva diffusa in 47 province, che sostiene oltre 500 mila occupati diretti e circa un milione di addetti considerando l’intera catena del valore. La moda si conferma inoltre uno dei principali fattori di attrattività internazionale dell’Italia: fino al 70% degli studenti delle principali scuole di moda italiane proviene dall’estero e quasi 7 visitatori su 10 indicano la moda tra le principali ragioni della scelta dell’Italia come destinazione di viaggio. Altre osservazioni sono emerse dall’analisi di McKinsey, fra cui l’impatto sul settore dell’intelligenza artificiale che sta già cambiando il comportamento dei consumatori e il modo in cui i brand si relazionano con loro: 3-5 trilioni di dollari è il valore del commercio globale che sarà mediato da agenti AI entro il 2030; l’85% utilizza assistenti AI per supportare le proprie decisioni di acquisto; l’83% si dichiara soddisfatto delle esperienze abilitate dall’AI; il 41% dei consumatori dichiara di fidarsi dell’AI più che della pubblicità tradizionale.
Il tema dell’intelligenza artificiale è stato anche il punto di partenza dell’intervento di Renzo Rosso, fondatore e presidente del gruppo OTB, il quale ha sottolineato che “l’AI è uno strumento straordinario per rendere le aziende più efficienti, alleggerire le persone dalle attività più ripetitive e permettere loro di dedicare più tempo a ciò che nessuna tecnologia potrà mai sostituire, ovvero osservare il mondo, comprendere i consumatori, alimentare la creatività e ricevere stimoli dalle relazioni umane. Inoltre, offre ai brand nuove opportunità per dialogare con i clienti in modo sempre più personale, interpretandone bisogni, preferenze e aspettative e rafforzando così la fedeltà al marchio”. Il Gruppo, ha ricordato Rosso, ha infatti introdotto da poco un’innovativa esperienza di Virtual Try-On basata sull’intelligenza artificiale generativa di Google Cloud, per offrire ai clienti esperienze di shopping iper-personalizzate.
Alfonso Dolce, presidente e Ceo di Dolce& Gabbana, ha sottolineato l’importanza di associare l’intelligenza emozionale all’intelligenza artificiale, la tradizione all’innovazione e creare le condizioni affinché il sapere artigianale possa essere trasmesso alle nuove generazioni. E dunque anche la formazione è fondamentale. “Solo così il Made in Italy continuerà a essere non soltanto un motore di crescita, ma anche un’espressione autentica della nostra identità culturale e sociale”, ha detto.
Il tema della formazione è stato affrontato da Paula Wallace, founder e presidente di SCAD, The University for Creative Careers, con sedi a Savannah e Atlanta, che crea competenze che servono ai vari settori su sollecitazione delle aziende stesse. Fra i vari corsi, quello dedicato agli accessori comprende anche un modulo di specializzazione nel design di sneaker con competenze avanzate fra cui la progettazione assistita dalla realtà virtuale.
L’osservatorio “Il Bello della Moda” non si ferma a questa presentazione, ma si svilupperà attraverso pubblicazioni periodiche: nell’inverno 2026 si concentrarà su “L’ecosistema della moda: contributo economico all’economia italiana; nell’estate 2027 il tema sarà “Made in Italy: l’Italia come marchio globale di lifestyle”; nell’inverno 2027 si occuperà di “La moda come forza culturale e il suo impatto sulle prossime generazioni”; nell’estate 2028 sarà la volta di “La moda per il prossimo secolo: sostenibilità, innovazione e filiera del futuro”. Il progetto vedrà il coinvolgimento progressivo di Università, centri di ricerca, tra cui Open Impact e Istituzioni italiane e internazionali.

dei prossimi appuntamenti “Il Bello della Moda”

