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22 – 24 FEBBRAIO 2026 / FIERAMILANO (RHO)

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Il made in Italy che fa cultura

 

Un passo importante per l’arte della calzatura verso la candidatura UNESCO

È la prima volta che l’arte della calzatura si candida a patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO. L’arte della calzatura italiana, ovviamente, con tutto il suo bagaglio culturale, professionale, di knowhow e saper fare che sono propri del made in Italy. Il percorso di questo progetto di candidatura, sostenuto dal Comitato Promotore, presieduto da Giovanna Ceolini, con il coinvolgimento di Assocalzaturifici, Museimpresa, Cercal e Politecnico Calzaturiero, è stato presentato ufficialmente l’11 giugno a Roma, presso il Salone degli Arazzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, organismo istituzionale che sostiene il progetto. 

L’obiettivo è chiaro: riconoscere alla calzatura italiana lo status di patrimonio vivo che necessita di essere salvaguardato e valorizzato per le sue competenze tecniche, di creatività, identità territoriale e capacità di innovazione. “Attraverso questo percorso vogliamo affermare il valore culturale del nostro saper fare, che vive nelle mani delle comunità di praticanti che lo hanno imparato e trasmesso alle nuove generazioni. Questo ci ha fatto riflettere e iniziare tale percorso, che sappiamo difficile e lungo. Siamo convinti che ci arriveremo, ma anche solo la consapevolezza del valore del progetto che abbiamo intrapreso è già un risultato importante”, ha affermato nel suo intervento Giovanna Ceolini, presidente di Assocalzaturifici e del Comitato Promotore.

L’incontro è stato moderato da Nicola Porro e ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo della cultura, della formazione e dell’industria per un momento di riflessione sul valore di questa iniziativa. Il passaggio più significativo della giornata è stata la firma, alla presenza del Ministro Adolfo Urso, dell’atto costitutivo del Comitato Promotore da parte di Giovanna Ceolini, Presidente del Comitato Promotore, Marco Amato per Museimpresa, Serena Musolesi per CERCAL e Alice Marcato per il Politecnico Calzaturiero, ciascuno in rappresentanza di competenze diverse: memoria, saper fare, saper trasmettere attraverso la formazione e saper innovare.

Marco Amato ha dunque sottolineato l’importanza di aprire gli archivi e le storie delle imprese.  “Per anni ci siamo concentrati non sul far vedere, ma sul saper fare – ha detto – e l’archivio d’impresa è stato quasi secretato perchè si voleva salvaguardare la conoscenza e il patrimonio. Oggi non è più così, deve essere comunicato per tutelarci da chi acquista i marchi, magari sopiti da anni, e li rimette in produzione”. Secondo Serena Musolesi, l’arte della calzatura italiana si trasmette attraverso un trasferimento di competenze che tiene in equilibrio tradizione e innovazione e le scuole calzaturiere hanno un ruolo importante per il forte legame con le imprese nei rispettivi distretti. “La nostra attività di formazione si basa sull’ imparare facendo – ha ricordato – dall’ideazione della calzatura fino alla sua fabbricazione in tutte le fasi; in questo modo l’arte calzaturiera diventa una competenza acquisita. Ovviamente formiamo anche sulle nuove tecnologie, oltre che sulla cultura del bello”. Anche secondo Alice Marcato “le scuole nascono dall’esigenza dei distretti, ma sono qualcosa di più: luogo di incontro dove mettere in connessione imprese, enti di formazione, università e musei”. Antonio Calabrò, Presidente Museimpresa (raggruppa 170 grandi, medie e piccole imprese con i loro archivi e patrimoni), nel suo intervento da remoto, ha sottolineato le motivazioni dell’Ente che lo hanno portato ad aderire al Comitato promotore, che riflettono due aspetti fondamentali: la bellezza e la qualità. “Ecco perché siamo convinti che la nostra proposta tocchi le corde dell’UNESCO – ha detto – in quanto racconta la manifattura del bello e ben fatto”. Il Ministro Urso, nel suo intervento, ha ricordato che, grazie al sostegno dei Governi precedenti per proteggere le filiere produttive nell’ambito tessile e calzature, è stato possibile mantenere in Italia una manifattura forte e competitiva in questi settori, in particolare nel calzaturiero.         

Il Ministro Adolfo Urso

La sessione dedicata al tema Generazioni di eccellenza”, ha visto la partecipazione del Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, di Federico Eichberg, Capo di Gabinetto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, di Giovanni Brugnoli, Presidente della Fondazione Imprese e Competenze per il Made in Italy, e di Giovanna Ceolini in qualità di Presidente di Assocalzaturifici, per un confronto sul rapporto tra scuola e impresa e sulle strategie necessarie a garantire il ricambio generazionale e la trasmissione del sapere manifatturiero. Il Ministro Valditara ha sottolineato l’importanza del rimettere al centro dei percorsi di formazione dei giovani la cultura dell’impresa affinché si appassionino al lavoro e si convincano dell’importanza della costanza e dell’impegno. Ha inoltre ricordato la formula dell’istruzione tecnico-professionale 4+2, fortemente sostenuta dal Governo e che piace anche agli imprenditori perché li rende protagonisti nei percorsi formativi dei giovani che poi entreranno nelle loro imprese. È importante trasmettere alle famiglie la convinzione che non sono percorsi formativi di serie B. 

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Il Ministro Giuseppe Valditara
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La parte conclusiva della mattinata era dedicata al tema “L’Arte Italiana della Calzatura: cultura, memoria, identità” per approfondire il valore culturale, identitario e internazionale della manifattura italiana e il significato della candidatura UNESCO come strumento di tutela e valorizzazione di un patrimonio che appartiene all’intero Paese.

Di questa sessione vi parleremo più approfonditamente la settimana prossima.