

La manifattura della moda dovrà parlare la lingua del digitale
Henry Ford diceva che ogni cliente poteva avere un’auto del colore che voleva, purché fosse nera. Era il 1909 e l’industria scopriva i benefici della standardizzazione di massa. Oltre un secolo dopo, il fashion manufacturing italiano si trova davanti al problema speculare: produrre in modo flessibile, personalizzato e tracciabile, preservando il know-how artigianale che resta la cifra distintiva del Made in Italy.
È lo sfondo da cui è partito, il 28 maggio scorso a Milano, il Congresso Internazionale SAMAB 2026. I numeri di scenario delineano un comparto strategico. Il sistema moda italiano ha registrato nel 2025 un fatturato di 87,4 miliardi di euro.
Sul piano tecnologico, il mercato italiano dell’IoT ha toccato i 10,9 miliardi di euro nel 2025 (dato Osservatorio del Politecnico di Milano), segnale di una diffusione ormai strutturale di automazione, digital twin e sistemi di monitoraggio in tempo reale nei processi industriali. Dal convegno è emerso che per continuare a competere a livello internazionale è necessario affiancare al patrimonio manifatturiero strumenti capaci di rendere i processi più efficienti.
È anche la linea di Marc Sondermann, Chairman di CEO Circle: «Vincono i modelli di business che puntano su una profonda integrazione verticale dei flussi aziendali, dal cliente finale alla materia prima».
Restano i nodi noti, soprattutto per le PMI: costi iniziali, carenza di competenze digitali, difficoltà di integrazione con i sistemi esistenti, una barriera culturale che riduce ancora la tecnologia a voce di spesa, oscurandone il valore di investimento strategico. A questi si aggiungono i requisiti europei in tema di sostenibilità, tracciabilità e trasparenza della filiera.
L’incontro milanese ha confermato che il futuro del fashion italiano si gioca all’incrocio fra cultura manifatturiera e infrastruttura digitale. Una direzione che la filiera ha cominciato a percorrere; la questione, ora, è la velocità.
Con l’appuntamento di settimana prossima ci si addentrerà nel mondo delle startup proponendo una valutazione del settore e le tematiche più trattate dalle giovani imprese innovative del settore.

