

Nell’alta moda l’ordinario diventa straordinario e le calzature stupiscono
L’alta moda diventa arte e non finisce di stupire. Lo dimostrano gli abiti, spesso surreali, vere e proprie esercitazioni di stile, lo ribadiscono le calzature che vanno oltre l’accessorio per diventare il fulcro concettuale dell’intero look. Le collezioni di Parigi per l’autunno/inverno 2026/27 non si sono risparmiate dal punto di vista creativo, regalando sulle passerelle colpi di scena ad ogni uscita.
Così l’haute couture di Schiaparelli, firmata dal direttore creativo Daniel Roseberry, incarna alla perfezione il surrealismo della maison fra effetti trompe-l’œil, nuove sperimentazioni di materiali, capi di altissimo artigianato, ricami intricati, forme scultoree. E poi ci sono le calzature: décolleté bubble ricamate con fiori dipinti a mano e dotate di un calzino di lattice e suola in pelle effetto specchio. Non per niente al Victoria and Albert Museum di Londra è in corso una retrospettiva dedicata alla maison e dal titolo “Schiaparelli: Fashion Becomes Art”, ne abbiamo parlato nell’articolo Elsa Schiapparelli, una pioniera fra arte, mode e design, che ne celebra la rivoluzione: quella di una stilista che, prima di tutti, trasformò l’abito in un’opera d’arte da indossare, una mission portata avanti anche da Roseberry.
Da Chanel i tacchi sono opere d’arte, trasformando le scarpe in piedestalli per vere e proprie micro-sculture con dettagli di farfalle, uova d’oro, funghi e persino uccellini in miniatura. Il direttore Matthieu Blazy ha così trasformato le calzature in elementi portanti di un racconto basato sull’artigianalità e l’alta manifattura.

I fiori di Dior sono diventati un legame saldo con il fondatore che amava soprattutto le rose. Dopo le ninfee della scorsa stagione Jonathan Anderson, che per le calzature si avvale della stilista Nina Christen, ha portato in passerella décolleté super decorate da fiori, foglie e charms tridimensionali o ricamati, accanto a pump in pelle argento con fiocchetti.

Pier Paolo Piccioli, al suo debutto nell’alta moda di Balenciaga, ha reso omaggio con le calzature a una femminilità scultorea e poetica, plasmando silhouette tradizionali, come la décolleté dalla punta affilata, con volute scolpite.

Poi ci sono i designer che sperimentano materiali che plasmano le silhouette delle scarpe. Lo fa da sempre Iris Van Herpen con le stampe 3D di materiali bio-ispirati e sostenibili per modelli senza tacco che, nella recente collezione sfilata a Parigi, lascia il posto a frange dorate. Robert Wun, amato dalle star di Hollywood, ha realizzato abiti audaci, ispirati all’animatore giapponese Hayao Miyazaki, e accompagnati da calzature trasparenti con la punta all’insù che ricordano gli zoccoli olandesi.

Ci sono poi stilisti che per le calzature si avvalgono della collaborazione con brand blasonati. È il caso di Rahul Mishra che accompagna la sua collezione, ispirata dalle sculture antiche indiane e dal concetto di “musa eterna”, con le calzature di Rene Caovilla. il designer e il brand made in italy condividono l’artigianalità. Infatti, la couture di Rahul Mishra utilizza tecniche tradizionali, tra cui zardozi e dabka, arricchite da pietre, cristalli e perline per creare superfici trompe-l’œil che imitano l’aspetto delle statue antiche.
